(Adnkronos) - Malgrado la riduzione delle cessazioni, un campanello d'allarme continua a provenire dal numero d'imprese in difficoltà (anche se non ancora risolte nella relativa chiusura): sono infatti 2.088 le aziende toscane entrate in scioglimento e liquidazione nei primi tre mesi del 2014 - in aumento dell' 1,5% su base annua - cui vanno ad aggiungersi 293 fallimenti (+16,3%) e 88 aperture di concordati fallimentari, preventivi oppure accordi di ristrutturazione debiti, in aumento del 33,3% rispetto al primo trimestre 2013. Le procedure concorsuali del trimestre hanno riguardato in massima parte le società di capitale (308 casi), mentre scioglimenti e liquidazioni volontarie hanno coinvolto principalmente le società di persone (1.124 casi). I settori di attività più in sofferenza - anche rispetto all'inizio del 2013 - risultano l'industria (276 scioglimenti, 24 concordati e 77 fallimenti, in crescita del 16,7% rispetto al 2013) ed il commercio (496 scioglimenti-liquidazioni, 31 concordati e 70 fallimenti, in crescita del +42,9%). Continuano ad aumentare i fallimenti anche nell'edilizia (65 pari al +18,2%), mentre le liquidazioni volontarie (220) sono in diminuzione dell'8,3%. Segnali di criticità ancora in atto infine per il settore dei servizi alle imprese, che registra 35 fallimenti e ben 420 liquidazioni aziendali (+13,8%), e per il settore dei trasporti, con 11 fallimenti e 53 liquidazioni (+26,2%). (segue)




