(Adnkronos) - Il 22% delle famiglie sarde, 158mila, ha un reddito familiare netto inferiore a 18,2 mila euro (inclusi i fitti imputati, cioè il reddito derivante dal possesso dell'abitazione di residenza). Il 47% non raggiunge i 25,5 mila euro, ovvero il secondo quinto di reddito nazionale. Solo il 13,8% delle famiglie sarde nel 2013 ha registrato un reddito familiare superiore a 48mila euro (l'ultima classe dei quinti di reddito nazionale), in linea con il dato complessivo del Mezzogiorno ma molto indietro rispetto al 24% di famiglie nel Centro-Nord. Nel decennio che va da 2014 al 2023 il numero delle famiglie residenti in Sardegna (numero dato dal saldo tra nuove famiglie ed estinzione di quelle esistenti) aumenterà di 32mila unità, circa 3mila ogni anno. In rapporto al dato demografico del 2013 il dato regionale (+4,5%) risulta in linea sia con le medie nazionali (4,1%) sia con le medie delle regioni del Sud (4,5%). La crescita più marcata è attesa in Gallura, con un aumento di oltre 6.400 famiglie, pari a quasi il 9% della popolazione del 2013, quasi il doppio del dato medio regionale. Una dinamica significativamente positiva si misura anche nella provincia di Sassari, mentre risulta nulla la crescita attesa nel Medio Campidano e marginale nel Nuorese e nel Sulcis-Iglesiente. "Il mercato immobiliare della prima casa presenta nel nostro Paese e nella nostra regione caratteristiche peculiari rispetto al resto d'Europa - sottolineano Porcu e Zanda -: un'alta percentuale di prime case in proprietà, una bassa percentuale di case popolari, affitti elevati e una fascia intermedia di popolazione esclusa sia dai benefici dell'edilizia pubblica che dal mercato dell'affitto. La crisi economica, l'allungamento della vita media, il precariato giovanile e nuovi stili di vita (single, separati) tendono sempre più ad ampliare questa fascia intermedia. Se si vuole ridare slancio all'asfittico mercato residenziale, che per anni è stato il motore principale di tutto il settore delle costruzioni, è necessario connettere questi nuovi bisogni a una nuova politica programmatoria che rilanci l'edilizia pubblica e l'housing sociale". (segue)




