Milano, 16 gen. (Adnkronos) - Le banche italiane devono tornare sul territorio, a sostenere le imprese impegnate ad affrontare la recessione. Il modello da seguire, e' la richiesta degli imprenditori ed economisti, e' quello delle banche popolari e di credito cooperativo, le uniche a non aver diminuito gli impieghi verso la clientela, mentre i grandi gruppi chiudevano i rubinetti del credito. "Le grandi banche italiane hanno completamente dimenticato il fare banca sul territorio", denuncia Marco Jacobini, presidente della Banca Popolare di Bari, interpellato dall'Adnkronos. Nel mezzo della crisi economica le banche italiane, con i maggiori gruppi in testa, hanno tagliato i finanziamenti alle imprese. Secondo il rapporto mensile dell'Abi, l'Associazione Bancaria Italiana, lo scorso mese i prestiti al settore privato sono ammontati a 1.657,6 miliardi di euro, in flessione dell'1,99% rispetto all'anno precedente. Gli impieghi alle famiglie e alle societa' non finanziarie sono scesi a quota 1.476 miliardi, in calo del 2,41% tendenziale, dal -3,15% di novembre. "Ora invece -spiega il presidente della Banca Popolare di Bari- bisogna prendere sottobraccio il cliente e andare avanti assieme per affrontare questo momento difficile. Bisogna sapersi adeguare alle attuali circostanze e non aspettare che si veda la luce in fondo al tunnel". Un approccio in controtendenza nel fare banca, sottolinea Jacobini, tanto che nel 2012 gli impieghi concessi dalla Banca Popolare di Bari sono aumentati del 6%. Le banche popolari, continua il presidente dell'istituto barese, "si sono sempre tenute molto liquide per soddisfare le esigenze degli imprenditori sul territorio". Che ora chiedono un cambio di rotta al sistema bancario. (segue)




