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Crisi: Zhang, investire in Italia? Impossibile, meglio la Germania

domenica 20 gennaio 2013
Crisi: Zhang, investire in Italia? Impossibile, meglio la Germania

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Milano, 19 gen. (Adnkronos) - Investire in Italia? Impossibile. L'imprenditoria cinese boccia nei fatti l'appello dell'ex premier Mario Monti a venire nella penisola. Il bilancio e' impietoso: mentre nel nostro paese le imprese cinesi sono una trentina, in Germania sono un migliaio. L'Italia e', dati alla mano, terra ostile per gli imprenditori cinesi. A denunciarlo e' Zhang Gang, delegato generale del Ccpit (China Council for the Promotion of International Trade) di Milano."Burocrazia -dice all'Adnkronos- troppe tasse e disattenzione istituzionale" sono alcuni dei deterrenti all'attivita' imprenditoriale cinese in Italia. Un'Italia, quella tratteggiata Zhang, che sembra dunque indifferente alle opportunita' di commercio con la seconda economia mondiale. Si mostra "collaborativa solo a parole -spiega il delegato- ma non nei fatti. Nella penisola per gli imprenditori cinesi e' difficile persino organizzare gli impegni quotidiani". Dal mandare i figli a scuola al guidare l'automobile, dall'ottenere il visto al trovare intese coi sindacati, tanti sono gli impedimenti all'avvio di aziende da parte di businessman della Repubblica popolare evidenziati dal delegato generale. Gli industriali cinesi preferiscono altre economie europee: a partire dalla Germania dove gli investimenti cinesi sono i benvenuti e agevolati. Ma non solo. Gli imprenditori della Terra di mezzo si trovano meglio anche in Svizzera dove negli ultimi anni hanno aperto la sede 80 aziende. Piu' numerosi gli insediamenti in Francia, dove stanno sviluppando il loro business 160 imprese. Intimorisce i cinesi anche il fronte della giustizia italiana: " In particolare -spiega Zhang- i tempi lunghissimi della giustizia, per cui una causa dura in media 7 anni e mezzo". E ancora: l'assenza di mobilita' dei lavoratori costituisce un ulteriore intralcio. (segue)