(Adnkronos) - L'Unione Artigiani ha calcolato, ad esempio, che un artigiano medio che scegliesse di diventare imprenditore di se stesso, con un reddito pari a 20mila euro l'anno, dovrebbe sostenere circa 5mila euro l'anno di costi di tasse (5% del reddito se in regime di contribuenti minimi), 3.200 euro di Inps fino al minimale e altri 500 euro per l'Inail. Senza contare l'iscrizione alla Camera di Commercio (125 euro all'anno), l'apertura e gestione della pec (15 euro circa all'anno), pos, carburanti, telefono, banca. Se si considerano coloro che hanno beni strumentali, basti pensare a un laboratorio in affitto, o con un fatturato superiore ai 30mila euro l'anno, non è applicabile il regime fiscale dei minimi, per cui le tasse sul reddito 'esplodono' ad almeno il 20%. "Per queste situazioni - sostiene il segretario degli artigiani milanesi - sarebbe auspicabile almeno estendere il regime dei minimi, soprattutto in presenza di beni strumentali". (segue)




