Milano, 13 mag (Adnkronos) - "Qualche progresso nei modelli di gestione degli atenei italiani si e' fatto. Pochi e troppo timidi". Lo dice Giorgio Squinzi, presidente di Confindustria, stamane a Milano intervenendo a un convegno organizzato da Fondazione Politecnico in occasione del suo 150esimo anniversario. "Restano molti problemi aperti, in primo luogo quello di approdare ad un'autonomia piu' chiara e responsabilizzante che dia da un lato piu' leva di intervento agli atenei, dall'altro di avere piu' competizione tra gli stessi, con un meccanismo premiale piu' incisivo di quello attuale, per raggiungere finalmente una distinzione piu' trasparente e onesta nei confronti dei nostri giovani tra grandi hub di formazione e ricerca, pochi, e istituzioni di sola formazione diffuse sul territorio". "Un Paese - continua Squinzi - che riduce l'investimento sulla formazione delle proprie qualita' migliori corre seri rischi, minando le proprie capacita' future. Non possiamo restare inerti in attesa della palingenesi che non arriva, della riforma perfetta. Qualche buon principio e' stato introdotto, su questo occorre lavorare per raggiungere l'obiettivo che tutti abbiamo a cuore, un sistema universitario aperto alla competizione con i migliori del mondo, che produca qualita' diffusa e una nuova classe dirigente per il Paese con in mano gli strumenti culturali ed etici per affrontare un mondo turbolento come quello che stiamo vivendo e che vivranno i nostri figli e nipoti nei prossimi decenni". "Merito - prosegue il presidente - e competizione, valutazione dei risultati d'insegnamento e ricerca e accreditamento in base a standard internazionalmente riconosciuti, restano le chiavi di innovazione dell'accademia italiana. Sono questioni cruciali che non ha di fronte solo l'universita' ma che devono essere di interesse dell'intero paese, da affrontare con coraggio e senza vischiosita' corporative".




