(Adnkronos/Labitalia) - L'indagine sulle strutture che si dedicano al contrasto della poverta' alimentare e' stata condotta attraverso un questionario on-line, cui hanno risposto 75 organizzazioni. Rispetto all'indagine on-line, sono prevalenti le associazioni di volontariato (61,3%) e gli enti di tipo religioso (25,3%). Piu' di recente hanno iniziato a svolgere questa attivita' anche soggetti del privato sociale (associazioni di promozione sociale e coop sociali). Piu' di un quarto sono dislocati in provincia di Firenze. La maggior parte, 8 su 10, opera in comuni di dimensioni medio-grandi. Circa un quinto dei soggetti ha iniziato l'attivita' prima degli anni '90, soprattutto quelli appartenenti a enti religiosi e ad associazioni cattoliche. Tra gli anni '90 e 2000 si colloca invece circa la meta' dei soggetti. Oltre il 90% delle organizzazioni intervistate ha dichiarato di gestire soprattutto casi di persone inviate o segnalate dai servizi sociali dei comuni. Questo avviene soprattutto da parte di quei soggetti che offrono servizi strutturati secondo giorni e orari stabiliti, a testimonianza del legame che nel tempo si e' creato tra servizi pubblici e soggetti del volontariato e associazionismo, considerati una componente strategica del sistema di welfare locale preposto al contrasto della poverta'. L'indagine ha anche messo in evidenza le criticita' sorte nel rapporto con gli enti locali: mancanza di procedure di segnalazione degli invii, scarsa progettualita' condivisa, riduzione del sostegno finanziario. Riguardo al finanziamento dei servizi, in prevalenza avviene con risorse proprie o ricorrendo a specifiche azioni di fund raising (60% dei casi). (segue)




