Firenze, 23 mag. (Adnkronos/Labitalia) - Accrescere e rendere piu' capillare la rete dei punti di distribuzione degli aiuti alimentari, estenderla anche al vestiario, garantire un aiuto economico alle associazioni che si occupano della somministrazione degli aiuti e chiedere una normativa nazionale per dare incentivi fiscali alle aziende che invece di distruggere gli alimenti in scadenza li mettono gratuitamente a disposizione degli indigenti. E' il programma a breve termine che l'assessore al Welfare della Regione Toscana, Salvatore Allocca, ha illustrato a conclusione del convegno che si e' tenuto questa mattina presso Palazzo Medici Riccardi, a Firenze, per presentare il secondo rapporto sull'esclusione sociale in Toscana e l'indagine sulla poverta' alimentare. "Siamo di fronte -ha detto l'assessore regionale- a vere e proprie patologie sociali che colpiscono l'Italia in misura maggiore degli altri Paesi dell'Unione europea, come la 'scarsita' dell'abbondanza' e l'estremizzazione delle disuguaglianze. E' per questo che dobbiamo essere capaci di costruire un'allenza per aiutare i poveri, rendendo la poverta' incostituzionale e illegale. Oggi il sistema degli enti territoriali toscani assicura circa 250 milioni di aiuto all'anno. Sarebbe sufficiente tassare di 10 euro al mese le case sfitte (ovvero dell'equivalente di un cappuccino e una brioche alla settimana) per ricavare altri 50 milioni di euro da destinare a questo scopo". L'assessore ha motivato l'inadeguatezza dei servizi sociali italiani in confronto con quelli degli altri Paesi europei, con la mancanza di adeguate politiche abitative e di un reddito minimo per tutti. E' per questo che anche la poverta' alimentare e' in crescita. Cosi' la Regione Toscana entro l'estate presentera' una modifica alla legge regionale 32 del 2009 ('Interventi per combattere la poverta' e il disagio sociale attraverso la redistribuzione delle eccedenze alimentari'). (segue)




