Roma, 18 ott. - (Adnkronos) - Chiaiano, Pianura, Terzigno, Giugliano, Bagnoli, Napoli est, Acerra, basso Casertano. In Campania, la lista delle terre devastate dal disastro ambientale è lunga e nel libro-inchiesta di Andreina Baccaro e Antonio Musella, "Il Paese dei veleni" (Round Robin Editrice), viene definita con un'unica parola: biocidio. Il volume all'emergenza ambientale e sanitaria in Campania dedica un capitolo a parte a cura di Giuseppe Manzo, dal titolo, appunto "Campania: Terra di Biocidio". E cita il sequestro dell'area di Bagnoli, avvenuto solo sei anni dopo la denuncia da parte dei cittadini per i danni ambientali in atto sull'ex Italsider, mentre sempre a Bagnoli un pentito racconta come il clan Polverino e i Casalesi abbiano sotterrato tonnellate di amianto. Nel 2012 l'Istituto oncologico Pascale di Napoli ha pubblicato uno studio con dati preoccupanti sui casi di tumore del colon retto in provincia di Napoli: "nel triennio 1988-1990 - si legge nello studio Pascale - si riscontra negli uomini un tasso del 17, 1 su 100mila abitanti che nel periodo 2003-2008 sale al 31,3", mentre per le donne si passa da 16,3 a 23. A Caserta il tasso è di "19,3 (sempre per 100mila) per i maschi dal 1998 al 1990 e 30,9 dal 2003 al 2008", con "16,4 e poi 23,8 nelle donne". Al contrario, i tassi italiani per lo stesso tipo di tumore e gli stessi periodi presi in esame "sono stabili, passando dal 33 al 35 negli uomini e dal 30,5 al 29, 3 nelle donne".Ma non finisce qui. Sempre secondo quanto riportato nel volume, l'incremento del tasso di mortalità femminile per tumore del polmone è stato superiore al 100% nella provincia di Napoli e al 68% in quella di Caserta.(segue)




