(Adnkronos) - Il peggioramento delle condizioni occupazionali non risparmia alcun settore di attività economica. Sono le imprese dell'edilizia a prevedere la più consistente contrazione occupazionale (-4,1% per 2.390 posti di lavoro in meno), peggiorando ulteriormente le già fosche previsioni relative al 2012 (-3,8%). In accentuata crisi occupazionale anche le imprese del commercio (-2,8% per 3.560 unità in meno), mentre in termini relativi sono più contenute le perdite occupazionali degli altri servizi (-1,9%, -5.950) e dell'industria (-1,5%, -4.010). Neppure passando a un'analisi settoriale di maggior dettaglio è possibile riscontrare comparti che prevedono una crescita occupazionale. All'interno del comparto industriale riescono a contenere le perdite entro un punto percentuale solamente le imprese cartarie (-0,6%) e di fabbricazione di macchinari (-1,0%) e, tra le imprese del terziario, informatica-telecomunicazioni e servizi sociali (entrambi -0,8%). Sono invece più accentuate le contrazioni occupazionali previste per industria alimentare (-2,2%), legno (-3,2%), estrattivo (-2,4%), turismo e ristorazione (-3,9%), servizi ricreativi culturali e alla persona (-3,4%). Per quanto riguarda la tipologia di contratto che verrà proposto ai nuovi occupati dipendenti, si tratterà di un contratto a tempo indeterminato solo nel 19,8% dei casi (circa 7.580 assunzioni previste), mentre oltre il 38% delle entrate avrà carattere stagionale e un quarto delle assunzioni si configurerà come un rapporto di lavoro a tempo determinato finalizzato alla sostituzione temporanea di personale o alla copertura di un picco di attività. L'8,3% sarà poi un rapporto lavorativo a tempo determinato, che potrebbe però in seguito stabilizzarsi poiché finalizzato alla prova di nuovo personale, ed il 7,8% delle entrate avverranno sotto forma di contratto di apprendistato o di inserimento. (segue)




