Firenze, 23 ott. - (Adnkronos) - "Se c'è una cosa che non possiamo permetterci, e il Governo non può consentire, è l'immobilismo. C'è bisogno di attrarre, portare turisti, creare lavoro e far competere i territori con un piano nazionale degli aeroporti che presenteremo a fine novembre e che definirà il quadro di sviluppo italiano. La Toscana, per il Governo, è oggi il modello di riferimento nelle governance aeroportuali grazie alle scelte condivise che ci hanno permesso di scalare la serie A uscendo dal cono d'ombra del declassamento di Pisa e Firenze a scali di interesse regionali e marginali. La costituzione della holding regionale deve spazzare via ogni timore e rendere anacronistico discutere come se fossimo nel medioevo tra città in guerra e dentro le mura". Così il sottosegretario alle Infrastrutture e Trasporti Erasmo D'Angelis che stamattina ha incontrato al Ministero i vertici di Enac. "Il Piano Nazionale dei Trasporti - spiega D'Angelis - non tratta più gli scali di Pisa e Firenze come separati e in competizione, ma li considera come un sistema unico regionale con un ruolo strategico nel panorama nazionale. La road map definita proprio al Ministero prima dell'estate e insieme agli amministratori locali, assegna a Firenze il ruolo di city airport e a Pisa di aeroporto internazionale, ognuno con la propria specificità e struttura logistica e trasportistica. L'aeroporto di Firenze vede confermata, anche nell'incontro di oggi con Enac, la tipologia di scalo a medio raggio con il vincolo della pista monodirezionale (che non consente il superamento di un determinato volume di voli e di passeggeri). Da Firenze, in sostanza, non partiranno mai gli aerei di grande potenza per voli intercontinentali a lungo raggio di categoria sopra la classe C. La lunghezza della pista e le prescrizioni previste oggi da Enac non rimettono in discussione lo schema dei due aeroporti, che resta una scelta strategica delle istituzioni, né tantomeno il ruolo di Pisa che è centrale nel sistema toscano. La pista di 2.400 metri, più i 240 metri di resa in testa e in fondo alla pista non asfaltati, ha chiarito Enac, non è un modo per cercare di ingrandire l'aeroporto di Firenze oltre il ruolo previsto, ma consente maggiore sicurezza e minori impatti ambientali sia in termini di rumore che di qualità dell'aria". "Sicuramente sarebbe stato utile e necessario aver chiarito tutte le questioni tecniche - sottolinea il sottosegretario - nel corso della discussione sul Piano di indirizzo territoriale svolta in Consiglio Regionale. Avremmo evitato alcuni equivoci e l'ennesimo dibattito sulla lunghezza della pista che dura da venti anni. Ma oggi abbiamo il compito di guardare al futuro della Toscana, recuperando il gap infrastrutturale per rafforzare e integrare i due scali".




