Milano, 24 ott. (Adnkronos) - Su Serravalle, Legambiente attacca il sindaco di Milano Giuliano Pisapia, per la decisione di non partecipare alla tentata vendita delle svalutate quote pubbliche (52% Asam, 18,6% Comune di Milano) della Società Serravalle e di mettersi in stand-by. "Questa non-decisione costerà cara ai milanesi: se la Provincia dovesse riuscire nel suo intento di vendere la maggioranza della società autostradale, al comune resteranno quote di minoranza del tutto inservibili e invendibili, e per di più gravate da decine di milioni di euro di oneri per la ricapitalizzazione della società, per coprire le voragini di finanziamento di opere come Pedemontana e Teem". Per Legambiente "il Comune di Milano ha la grave responsabilità di non essersi mai occupato di una azienda, sebbene nel CdA sieda un rappresentante designato dal Comune stesso, che si è distinta soprattutto per spericolate partecipazioni a investimenti giganteschi quanto finanziariamente insostenibili, a partire da Teem e Pedemontana. Due opere che, da sole, cubano 7 miliardi di euro, l'equivalente di una manovra economica del Governo, e il cui fallimento è già stato certificato dalla mancanza di finanziatori privati, nonostante le forti coperture con capitali pubblici e i notevoli interventi di agevolazione fiscale e di esposizione della Cdp voluti dai Ministri Passera e Lupi". "Il motivo di questo fallimento -conclude Legambiente- è stato chiaro fin da subito: si tratta di opere vistosamente sovradimensionate, ambientalmente devastanti benché inserite in contesti estremamente problematici. Ma la voce del comune non si è mai sentita, né nella attuale né nella passata amministrazione".




