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Pier Silvio Berlusconi, Mediaset si prepara alle nozze in Europa

8 Maggio 2019

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Pier Silvio Berlusconi, Mediaset si prepara alle nozze in Europa

Il consiglio d' amministrazione di Mediaset ha avviato le procedure per il grande matrimonio europeo annunciato da Pier Silvio Berlusconi. Secondo quanto riferisce MilanoFinanza.it ieri pomeriggio c' è stata una prima riunione dell' esecutivo per esaminare il dossier. L' operazione è coperta dal massimo riserbo.
Ma, da quello che si può capire, il partner sarebbe la tedesca Prosiebensat. Tuttavia il condizionale è d' obbligo visto che manca qualunque conferma. Anzi all'assemblea Mediaset del mese scorso il direttore finanziario Marco Giordani aveva tassativamente escluso la pista tedesca: «Vogliamo crescere stiamo valutando dove e come ma non ci sono al momento progetti di espansione in Germania». Anche il management tedesco smentisce qualunque trattativa.
L' alternativa è rappresentata dagli inglesi di Itv o dai francesi di Tf1. Le indiscrezioni tuttavia continuano a privilegiare il sentiero verso la Germania. In ogni caso non c' è ancora tanto da aspettare. Il 29 luglio il consiglio Mediaset dovrà approvare i conti del primo semestre. In caso di mancata definizione del matrimonio, procederà alla distribuzione del dividendo attualmente congelato, proprio per avere una dote adeguata da portare all' altare.

Esame preliminare - La riunione di ieri, sempre secondo MilanoFinanza.it è stata l' occasione per un' informativa generale sulle operazioni in cantiere. Comunque, secondo fonti vicine al gruppo, non sono previste deliberazioni sugli argomenti all' ordine del giorno. Significa che non c' è stata nessuna decisione nè è stata aperta alcuna trattativa.
Solo una ricognizione per vedere come costruire l' operazione. Lo schema di un' eventuale aggregazione potrebbe essere quello di una holding controllata al 40% da ciascun gruppo, affiancati al 20% da un socio finanziario.

Per approfondire leggi anche: Mediaset, il blitz di Pier Silvio Berlusconi


«Continuiamo a credere che la costituzione di un gruppo paneuropeo consentirebbe alle emittenti di aumentare la loro capacità di investire in contenuti audiovisivi in modo da essere meglio equipaggiati per affrontare la concorrenza di Netflix e delle altre compagnie che trasmettono su internet» , affermano gli analisti di Mediobanca Securities che si mantengono prudenti. Confermano l' obiettivo di prezzo a 3,2 euro (ieri il titolo ha chiuso a 2,9 euro in calo dello 0,68%).
«A nostro avviso, la frenata della pubblicità come conseguenza del rallentamento economico renderebbe di avere più stretti i tempi del matrimonio. La governance è fondamentale ed è per questo che dubitiamo che qualsiasi accordo possa accadere nel brevissimo termine».

Trasferimento in Olanda - L' operazione potrebbe essere conclusa anche valutando il riacquisto del flottante di Mediaset Espana e lo spostamento della sede legale di tutto il Biscione in Olanda. In questo modo la famiglia Berlusconi potrebbe beneficiare del voto maggiorato e quindi pesare di più nella nuova holding senza impegnare altro capitale.
Un' operazione simile a quella fatta dagli Agnelli con Fca che ha l' indirizzo ad Amsterdam e paga le tasse a Londra.
«Il riacquisto delle azioni Mediaset Espana non sarebbe una novità, visto che la società sta comprando azioni proprie» ricordano gli analisti di Equita. Lo spostamento della sede di Mediaset all' estero dovrebbe attivare il diritto di recesso per i soci dissenzienti, calcolato sulla media dei prezzi dei sei mesi precedenti all' operazione.
«Oggi questo valore è di 2,75 euro per azione. Troppo basso per essere interessante», calcolano gli analisti di Equita che sul titolo Mediaset mantengono un certo scetticismo e un target price a 2,8 euro.
Quanto al voto maggiorato la logica evoluzione degli ultimi passi è che non sia consentito a Vivendi di accedere al beneficio.
La quota francese è spaccata in due: poco più del 9% direttamente in capo al colosso media. Il resto, ad arrivare al 28,8% , trasferito a Simon Fiduciaria per rispettare le disposizioni della legge Gasparri che impediscono di avere contemporaneamente posizioni rilevanti nei media e nelle tlc.

di Nino Sunseri

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