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Roma: a Explora 'Antartide un continente da salvaguardare'

domenica 24 novembre 2013
Roma: a Explora 'Antartide un continente da salvaguardare'

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Roma, 19 nov. - (Adnkronos) - Le bugie hanno le gambe corte, i rifiuti no. Questo potrebbe essere lo slogan di "Antartide: un continente da salvaguardare", l'iniziativa che il 21 novembre vedrà l'associazione ambientalista Green Cross Italia e i ricercatori dell'Enea impegnati a spiegare a oltre 100 studenti delle scuole primarie e secondarie di Roma il ruolo delle regioni polari e l'importanza della riduzione e del riciclo dei rifiuti. Appuntamento a Explora, il Museo dei Bambini della Capitale, per scoprire che una cosa buttata via, se non viene correttamente smaltita o riciclata, può inquinare aria, terra e acqua, viaggiare per chilometri, fare il giro del mondo, attraversare gli oceani. Fino a raggiungere territori lontani e incontaminati e approdare al largo delle coste dell'Antartide. A difesa del continente bianco, sempre più assediato dall'inquinamento, è dedicata l'iniziativa del 21 novembre, con il patrocinio di Roma Capitale nell'ambito della Settimana europea per la riduzione dei rifiuti. Green Cross sponsorizza l'incontro nell'ambito delle iniziative di promozione della XXII edizione del concorso nazionale "Immagini per la Terra", progetto di educazione ambientale rivolto a tutte le scuole di ogni ordine e grado che quest'anno è dedicato al tema dei rifiuti. "Da cosa (ri)nasce cosa" è il titolo del concorso con il quale gli studenti si dovranno misurare. Partendo dalle avventure del pinguino di Happy Feet alle prese con l'immondizia, Roberta Mecozzi, ricercatrice dell'Enea - Programma nazionale di ricerche in Antartide, condurrà i bambini in un viaggio alla scoperta delle meraviglie del continente bianco. Ricerche condotte negli ultimi anni hanno rilevato la presenza di tracce di plastica, in gran parte il risultato di rifiuti prodotti da sacchetti, bottiglie e fibre sintetiche, costituite per lo più dai residui degli abiti scaricati dalle lavatrici. Frammenti che seppur degradati nel corso degli anni dai raggi Uv e dall'acqua di mare, potrebbero rappresentare un serio campanello di allarme per quelle regioni che, almeno nell'immaginario collettivo, sono ancora un'isola felice.