(Adnkronos) - "Purtroppo - sottolinea il sindacato - lo stanziamento regionale è limitato ed il numero dei beneficiari pure. L'aver posto poi una soglia di reddito relativamente alta (16.000 euro) allarga di molto la platea degli aventi diritto con il rischio che si creino false aspettative e soprattutto squilibri a scapito di persone in forti difficoltà". Per questo Cgil Cisl Uil chiedono di "evitare una graduatoria unica regionale, demandandola ai vari Comuni". "Dobbiamo evitare - osserva il segretario generale della Cgil del Veneto, Emilio Viafora - che per il futuro si ripetano situazioni del genere, incrementando e gestendo diversamente gli aiuti e mettendo in atto misure di contrasto alla povertà a tutti i livelli (dai diritti all'istruzione, alla casa, alla mobilità, fino alle prestazioni sociali e sanitarie)". "Soprattutto occorre rimettere in moto il lavoro perché il Veneto, nonostante una leggerissima attenuazione della crisi legata alle esportazioni, resta impantanato in una situazione drammatica come evidenziano la crescita pesante della cassa integrazione, il raddoppio dei licenziamenti nelle aziende maggiori e l' aumento costante e vertiginoso delle persone in cerca di occupazione - avverte Viafora - Il tasso di disoccupazione veneto, che nel 2007 era del 3,4%, attualmente sta viaggiando sull'8% mentre le persone in cerca di lavoro nel primo trimestre del 2013 hanno sfiorato le 200.000 unità, (per calare leggermente nella stagione turistica e dei raccolti) portandosi sostanzialmente al triplo dei valori del 2007 e attestandosi ad un +35% rispetto ad appena un anno prima".(segue)




