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Coronavirus: Confagricoltura Padova, ordini disdetti, e carenza di braccianti

AdnKronos
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Padova, 27 feb. (Adnkronos) - Ordini disdetti, rifiuto di lavoratori stranieri a lavorare nelle aziende agricole padovane e richiesta di “certificati di buona salute” per il Prosecco, ma anche per l'ortofrutta e altri prodotti agricoli. È la situazione paradossale che molti agricoltori padovani di Confagricoltura stanno vivendo nelle ultime ore, sull'onda di una vera psicosi scatenata dalla scoperta dei due focolai di contagio di coronavirus in Veneto e Lombardia. “A preoccuparci sono le pratiche commerciali sleali, come le richieste di certificazione sanitaria dei nostri prodotti che stanno avanzando sia le catene di distribuzione europee, sia i singoli clienti – sottolinea Michele Barbetta, presidente di Confagricoltura Padova -. Una richiesta assurda, che non ha motivo di esistere, in quanto, com'è stato detto e ripetuto, il contagio avviene solo nel contatto tra persone. Eppure molte nostre aziende, sia nel bio, che nel pollame che nel vino, hanno problemi a esportare la merce a causa della psicosi. Chiedono il certificato di buona salute perfino per le bottiglie di vino. Un altro fenomeno che ci sta preoccupando molto è il rifiuto di lavoratori stranieri di venire a lavorare nelle nostre aziende". "Ad alcuni associati dovevano arrivare braccianti romeni, che però hanno rinunciato a venire in Italia per paura del virus. Io, invece, non ho potuto dare le ferie a un mio dipendente romeno perché ha paura che, una volta a casa, sia messo in quarantena. Se la situazione dovesse protrarsi a lungo, sarebbe un rischio per tutto il comparto. Tra poco cominceranno le prime raccolte della frutta e la richiesta di braccianti per i seminativi e rischiamo di trovarsi in piena carenza di lavoratori. A questi problemi si aggiungono quelli creati dagli autisti di tir che non trasportano i prodotti verso l'Italia, in quanto rischiano la quarantena, mercati rionali chiusi, a differenza dei centri commerciali lasciati aperti, e, non per ultimo, disdette che stanno continuando a raffica delle prenotazioni negli agriturismi”, sottolinea.

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