(Adnkronos) - Per Marescotti e Matacchiera "non risulta chiaramente definito il regime autorizzativo in cui opera lo stabilimento Ilva di Taranto, per quanto attiene all'Aia e alle autorizzazioni che al momento sembrano mancare. Il Commissario, supportato dal Governo, non ritiene cogenti le norme previste dall'Aia e continua ad operare in flagrante violazione del diritto in materia". Le due associazioni ritengono che "il principio del 'chi inquina paga' viene posto, anch'esso, in grave pericolo visto che il Commissariamento attuale dell'Ilva insieme al Governo svuota le casse Ilva annullando i sequestri, al solo fine di garantire la produzione in totale violazione di numerose norme". E, inoltre, annunciano che "una nuova comunicazione alle istituzioni europee, in merito al nuovo decreto, e' stata effettuata stamane". Per quanto riguarda la conferenza dei servizi indetta dal Ministero dell'Ambiente per il 18 dicembre a Roma per la messa in sicurezza della falda nell'area sotto il parco minerali dell'Ilva. a preoccupare le associazioni "e' l'intento del governo che non mira a bonificare il sottosuolo. Se venisse cementificata la vasta area sotto il parco minerali, senza bonificare il terreno inquinato, verrebbero tombati e non rimossi gli inquinanti che hanno impregnato il sottosuolo. Una pratica del genere condannerebbe l'area ad uno stato di compromissione perenne del sottosuolo, mentre nel frattempo rimane irrisolta la questione della raccolta e del trattamento delle acque meteoriche che finiscono nella falda dopo aver dilavato i terreni inquinati dell'Ilva".




