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Agricoltura: Citta' del Vino ai sindaci, terreni comunali per imprese

domenica 28 aprile 2013
2' di lettura

Siena, 22 apr. - (Adnkronos) - "Mettere a disposizione i terreni di proprieta' dei Comuni per favorire la nascita di nuove imprese agricole o, nel caso di spazi piu' limitati, di orti urbani e spazi verdi collettivi, piccole coltivazioni di frutta, alcuni filari di vigna, magari di vitigni antichi e autoctoni tipici di quel luogo". E' l'appello-proposta che, proprio oggi, in occasione della "Giornata Mondiale della Terra" le Citta' del Vino lanciano ai sindaci delle terre del vino, ma anche tutti gli altri primi cittadini italiani, per la salvaguardia dei terreni agricoli che rischiano non solo la cementificazione, ma anche l'abbandono (www.terredelvino.net). La Giornata Mondiale della Terra, indetta dalle Nazioni Unite, si celebra oggi, 22 aprile, giorno in cui nel 1970 nacque negli Stati Uniti un movimento guidato dal senatore Gaylord Nelson che incoraggio' i suoi studenti a mobilitarsi per le cause dell'ambiente. Ogni anno si calcola che circa 500 milioni di persone partecipano alle iniziative legate all'evento. E anche le Citta' del Vino lanciano la propria proposta rilanciando un tema, quello della tutela delle aree agricole e del paesaggio che sta molto a cuore ai Comuni del vino e per il quale le Citta' del Vino si battono da sempre. "In un momento cosi' difficile - sottolinea il presidente delle Citta' del Vino Pietro Iadanza - per le casse comunali, la tentazione di vendere terreni di proprieta' per fare cassa, con il rischio di aumentare i volumi di nuovo cemento, e' forte, ma occorre riflettere su possibili occasioni di sviluppo locale a costo zero per la pubblica amministrazione e a saldo positivo per la tutela dell'ambiente, la salvaguardia del paesaggio e, perche' no, anche e' per l'avvio di piccole imprese produttrici di ortofrutta a chilometro zero. Molti Comuni dispongono di terreni che, per vincoli o destinazioni d'uso stabilite dai piani urbanistici, non possono essere, per fortuna, utilizzati per realizzare insediamenti produttivi o abitativi, rischiano pero' di essere abbandonati se gia' non lo sono da tempo perche' il Comune non dispone delle risorse e del personale per la loro cura". E proprio questi terreni, infatti, secondo le Citta' del Vino, potrebbero essere affidati a cooperative, associazioni di volontariato, associazioni di pensionati, singoli cittadini che, pagando magari un piccolo e simbolico affitto annuale, potrebbero riqualificare le aree verdi abbandonate trasformandole in orti urbani, piccole coltivazioni di frutta, quand'anche impiantare alcuni filari di vigna, magari di vitigni antichi e autoctoni tipici di quel luogo, anche solo per rendere piu' gradevole il paesaggio urbano.