(Adnkronos) - Ai progetti partecipano oltre 400 partner, aggregati attorno a capofila pubblici, con una composizione dei partenariati complessivamente adeguata alle finalità dei progetti ed una buona partecipazione di partner privati, a riprova dell'interesse ad investire in innovazione di prodotto, di processo ed organizzativa nel settore delle imprese culturali, creative e della 'manifattura culturale'. In una buona parte dei progetti figurano azioni e interventi che valorizzano l'impiego di Ict sia secondo un approccio più di tipo 'tradizionale' che ricorre alle nuove tecnologie (realtà aumentata, produzione di app, sistemi avanzati di diagnostica, portali web per centralizzare le informazioni, e altro) come strumento di potenziamento del patrimonio culturale, aumentandone i livelli di fruizione e di accessibilità, che secondo un approccio più 'innovativo' dove l'Ict è considerato un campo di sperimentazione per certi versi autonomo, che coglie opportunità di sviluppo non solo nell'ambito culturale, ma anche in altre filiere (agro-alimentare, sociale, artigianale, industriale, e altre), così da aumentare le possibilità di creare e di penetrare nuovi mercati. Nella maggior parte dei casi i progetti si collocano in aree vaste, di scala provinciale, oppure nei maggiori centri urbani, anche in questo caso mostrando sia approcci di tipo più localistico, che tendono a concentrarsi maggiormente sulle risorse interne (capitale umano, economico, di competenze) che di tipo opposto, ovvero aperto a reti e connessioni lunghe. Infine, alcuni progetti si caratterizzano per la individuazione di luoghi o complessi monumentali dotati di particolare attrattività come centri di concentrazione, specializzazione ed al tempo stesso irradiazione di attività su territori omogenei di ambito più vasto, veri e propri 'ecosistemi' dell'impresa culturale e creativa. (segue)




