Torino, 17 giu. (Adnkronos) - Permettere di spalmare lo stanziamento per coprire nuovi debiti sanitari (865 milioni) su almeno due esercizi (rispetto ai tre previsti dalla normativa contabile) e non soltanto nell'esercizio 2013, cosi' da evitare tagli drammatici ai servizi. E' questo l'appello che i parlamentari piemontesi di tutti i partiti sottoscriveranno e consegneranno domani al ministro Fabrizio Saccomanni, in vista dell'incontro previsto con il Governo regionale. La missiva porta la firma dei parlamentari Stefano Lepri (Pd), Lucio Malan (Pdl), Marco Scibona (M5S), Gianluca Susta (Scelta Civica), Stefano Allasia (Ln) e Fabio Lavagno (Sel). La questione e' relativa a una riduzione di impegni di spesa per l'area sanitaria operata sugli esercizi finanziari 2006-2007, che la Regione ha recentemente accertato. L'accordo siglato in applicazione del decreto legge 35/2013, convertito nella legge 64/2013 (cd. decreto sblocca crediti) trasferira' risorse alle Regioni, e anche alla Regione Piemonte, a condizione che l'anticipazione riconosciuta preveda: una solida copertura; l'obbligo a stanziare risorse per coprire eventuali nuovi debiti accertati; la priorita' ai debiti piu' "anziani". Nel caso piemontese, si tratterebbe quindi di stanziare subito a bilancio le risorse per pagare i nuovi debiti accertati, che andrebbero liquidati con priorita'. Tuttavia il ministero sarebbe orientato a chiedere di stanziare tutti gli 865 milioni sul bilancio 2013. "Con il risultato - sottolineano i sei parlamentari piemontesi - di mettere in ginocchio la Regione Piemonte, gia' oggi piu' di altre investita drammaticamente dalla crisi economica e dalla contrazione di risorse pubbliche. Infatti, anche con il previsto aumento delle aliquote dell'addizionale Irpef, relativamente agli scaglioni previsti, fino al limite dell'1,73%, non risulterebbe un gettito sufficiente a garantire le coperture finanziarie richieste e si dovrebbe operare una impraticabile riduzione di stanziamenti di spesa di centinaia di milioni di euro". I parlamentari piemontesi chiedono quindi di permettere il recupero del disavanzo pregresso in almeno due esercizi.




