(Adnkronos) - Secondo le ultime previsioni pubblicate dall'Istat, il 2013 dovrebbe chiudersi con un calo del Pil dell'1,8%, mentre la tanto agognata "ripresa" dovrebbe concretizzarsi nel 2014 con una crescita intorno all'1%. Anche quest'anno, quindi -rileva Aice- il nostro Pil beneficerà del solo contributo positivo che deriva dalla domanda estera netta (+1,1%); la domanda interna registrerà, infatti, un calo del 2,4% e gli investimenti fissi lordi del 5,5%. E' ormai da diversi anni che l'export tiene a galla il sistema economico italiano ed è anche grazie a ciò che è cresciuta la consapevolezza da parte delle imprese, soprattutto quelle medie e piccole, sulla necessità non più procrastinabile di aprirsi ai mercati esteri. "Se fino a qualche anno fa -osserva Rotti- il dubbio per le pmi era se internazionalizzarsi o no, oggi gli operatori sono convinti della necessità di investire risorse per entrare in nuovi mercati e far fronte alla competizione internazionale. Questa consapevolezza della necessità di internazionalizzarsi -sottolinea- porta perciò le imprese a chiedere maggiore supporto in termini di business intelligence". Oggi il problema principale è la scelta del mercato estero più adatto alle proprie caratteristiche e capacità. Come orientarsi, allora, sui mercati internazionali? "E' questa -conclude Rotti- la domanda che sempre più spesso le imprese rivolgono alla nostra associazione ed è per questo che già dallo scorso anno ci siamo dotati dell'Indicatore di Business Attractiveness".




