Firenze, 20 nov. - (Adnkronos) - "Il caso di Piombino impone una riflessione in quanto emblema di una problematica tutta italiana che paralizza l'economia ed allontana possibili investitori scoraggiati dall'incertezza generale di aziende lasciate a se stesse e incapaci di competere su un mercato sempre più agguerrito". Questo il commento del consigliere regionale Idv Giuliano Fedeli sul futuro della Lucchini. "Per quanto riguarda Piombino - ha spiegato Fedeli - grazie all'intervento pressante della Regione, del Comune, dei parlamentari toscani, dei sindacati e dei lavoratori stessi, sembrano ad oggi esserci tutte le premesse per un'attività futura con un impianto di tipo Corex o con una tecnologia innovativa per la produzione della ghisa. E' però prioritario in questo senso che alla data prevista del funzionamento a regime dell'impianto elettrico, l'azienda arrivi in ottima forma e non in agonia o, peggio ancora, già defunta". "Per questo motivo - continua il consigliere toscano Idv - l'impianto dell'alto forno deve continuare a funzionare rendendo realizzabile il passaggio al Corex che, in caso di proroghe del funzionamento del forno per pochi mesi, sarebbe messo a rischio". "C'è poi un'altra questione - conclude Fedeli - sulla quale è doveroso riflettere. Senza uno Stato che si fa garante nei confronti dell'azienda, è impossibile pensare a nuovi investimenti e ad uno sviluppo industriale credibile. Nel caso della Lucchini, l'azienda ha debiti ingenti e solo mettendo in condizione ottimale l'investitore tramite un ruolo attivo di mediazione con le banche, è possibile rilanciare un' economia ormai indebolita dalla crisi. Il futuro di Piombino è nella nuova siderurgia. Le istituzioni devono attivarsi affinchè lo Stato italiano faccia quello che a mio avviso non ha fatto negli ultimi anni: mettere in atto una politica industriale nell'interesse del paese".




