Firenze, 19 nov. - (Adnkronos) - "Le imprese toscane rischiano di rimanere senza ossigeno e di non riuscire piu' ad avere la liquidita' necessaria per far fronte a questa fase di crisi economica, caratterizzata da una generale riduzione dei consumi. Se non si riesce ad invertire la tendenza in corso e ad individuare misure di sostegno, in settori come il commercio e il turismo si potrebbe assistere ad un incremento del numero delle cessazioni d'impresa, con tutto quello che ne consegue sotto il profilo occupazionale". E' il commento del direttore di Confcommercio Toscana, Andrea Nardin, dopo la diffusione dell'indagine congiunturale della Banca d'Italia sull'economia regionale, presentata oggi a Firenze. "Nel primo semestre 2012, secondo l'analisi, il credito erogato alle imprese in Toscana e' calato del 5,4%, mentre quasi la meta' delle imprese intervistate da Bankitalia ha denunciato un calo del fatturato - prosegue Nardin - e un terzo circa prevede di ridurre le spese per investimenti, peraltro gia' fortemente compressi. Dati che dimostrano che la crisi e' tutt'altro che finita. Bisogna assolutamente individuare misure idonee e riaprire le porte del credito alle imprese e ridurre quegli oneri fiscali che invece continuano ad aumentare". "Come Confcommercio ci siamo gia' battuti anche a livello regionale per evitare che l'Irap non venisse aumentata e ci siamo riusciti solo parzialmente. Ma qui ogni giorno e' una nuova battaglia: Irpef, tasse di soggiorno, Imu, una selva di imposizioni a cui le aziende non riescono piu' a far fronte", conclude Nardin.




