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Ilva: Wwf, dopo 20 anni di inerzia atto dovuto della magistratura

domenica 29 luglio 2012
Ilva: Wwf, dopo 20 anni di inerzia atto dovuto della magistratura

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Taranto, 27 giu. -(Adnkronos)- Nella vicenda dell'Ilva di Taranto, sequestrata dalla magistratura, non si ricada nell'errore di separare la questione ambientale dalla questione occupazionale, pensando che le soluzioni possano essere disgiunte. E' la posizione del Wwf Italia che auspica un 'patto di ferro' per diminuire l'inquinamento e, insieme, portare avanti la riconversione industriale. "La magistratura, venti anni dopo l'inizio del caso, ha attuato un atto dovuto dopo lunghissime indagini e perizie - fa sapere il Wwf Italia in una nota - Certamente tutto cio' doveva arrivare ben prima,visto che l'area industriale dell'Ilva e' stata dichiarata prima sito a alto rischio ambientale e poi sito di bonifica di interesse nazionale senza che, prima di tutto la proprieta', avviasse un processo di risanamento e riconversione industriale". L'associazione ambientalista parla di un "ricatto occupazionale" che per troppi anni ha avuto la meglio sull'impatto ambientale; meglio sarebbe stato se l'autorizzazione unica ambientale rilasciata congiuntamente da molti enti, tra cui il ministero dell'Ambiente e la Regione Puglia, fosse stata data chiedendo in via preventiva interventi di riduzione degli impatti. Nel pieno rispetto dei principi di precauzione, integrazione ambientale e dell'utilizzo delle migliori tecnologie disponibili, il Wwf ha sempre richiesto un concreto abbattimento delle emissioni prodotte dalle cokerie tarantine, un campionamento continuo e "a monte" della produzione di diossina, nonche' ulteriori, piu' incisive, prescrizioni a tutela della salubrita' ambientale della citta' di Taranto e della regione tutta. Recentemente il Wwf si e' costituito parte offesa al processo per all'inquinamento generato dagli impianti Ilva, incaricando l'avvocato Francesco Di Lauro per la difesa legale.