Roma, 27 lug. - (Adnkronos) - I consumatori sono pronti alle bioplastiche e lo confermano i numeri ma 'a fare muro' ci pensano la grande distribuzione e l'assenza di una quadro legislativo di riferimento. E' questo il bilancio tracciato da Alberto Bertone, presidente dell'azienda Fonti di Vinadio, produttrice dell'Acqua Sant'Anna che da circa un anno e mezzo ha lanciato sul mercato Acqua Sant'Anna BioBottle, la prima bottiglia di acqua minerale realizzata interamente con una plastica naturale che si ricava dalla fermentazione degli zuccheri delle piante. Di petrolio, dunque, "neanche una goccia" assicura Bertone all'Adnkronos. Dal punto dei vista dei numeri, "la nuova bottiglia e' andata molto bene. Ne produciamo dai 5 ai 10 milioni al mese". Da parte dei consumatori, dunque, "c'e' un forte interesse" anche perche' il costo "e' praticamente lo stesso" nonostante la produzione sia molto piu' costosa. Problema che l'azienda ha risolto attraverso una compensazione interna: "guadagniamo dalla plastica tradizionale ed investiamo in questa nuova produzione". Purtroppo, pero', la nuova bottiglia biodegradabile e compostabile "e' difficile da trovare". Colpa della grande distribuzione che "e' poco attenta e non fa differenza tra i prodotti". Nella lista nera, pero', troviamo anche il legislatore che non privilegia questi materiali "con ad esempio un'iva agevolata per far abbassare i prezzi di produzione o anche solo fissando degli obiettivi". Come ad esempio, "imponendo in bioplastica un 5% dei dentifrici sul mercato". Secondo Bertone, "se non c'e' un legislatore che impone, come e' accaduto per i sacchetti di plastica, difficilmente il mercato si adeguera'". Nel frattempo, pero', l'azienda continua a puntare su questo nuovo mercato. Ma chi sono i consumatori della BioBottle? "Sono i consumatori piu' sensibili, quelli che prima bevevano in vetro ma che per comodita' hanno ripiegato su questa nuova bottiglia, che non avendo problemi di possibili cessioni della plastica, si comporta come gli imballaggi in vetro". Sant'Anna BioBottle dopo il consumo si puo' conferire nella raccolta differenziata dell'organico, ed avviare ad un particolare trattamento, il compostaggio, ovvero una biodegradazione controllata, che avviene in ambiente dove temperatura e tassi di umidita' controllati accelerano semplicemente un processo che avverrebbe normalmente in natura. Un test effettuato con Amiat, Azienda multiservizi igiene ambientale Torino, ha dimostrato che dopo solo 8 settimane non resta piu' nessun frammento di Sant'Anna BioBottle.




