Milano, 17 lug. (Adnkronos) - "Mentre la Lega dopo avere abbaiato per bocca di Salvini, si accontenta di mendicare un sub commissario ad Expo, attraverso il solito gioco di fare rumore e subito dopo scodinzolare appena il governatore alza lo sguardo, Regione Lombardia continua a dimenticarsi della questione mafie e dei tanto sventagliati controlli, protocolli e commissioni, tant'e' che proprio ieri ad aggiudicarsi in via provvisoria l'appalto per la piastra del sito su cui saranno costruiti i padiglioni di Expo 2015 e' stato un raggruppamento temporaneo d'imprese la cui capofila Mantovani e' comparsa tra gli atti dell'operazione antimafia 'doppio colpo 3' ".Cosi' il consigliere regionale lombardo Giulio Cavalli commenta le discussioni avvenute durante il Consiglio regionale. "A ricordarcelo -spiega- e' un nome influente del gruppo Madonia, impegnato nella tutela degli affari del capo, Giuseppe, a Gela e, piu' in generale, in tutta la provincia di Caltanissetta. Carmelo Barbieri non usa mezze misure, nel riferire ai magistrati titolari dell'indagine descrive rapporti 'pericolosi' instaurati tra alcuni responsabili di una grande societa' edile del nord, la 'Ing.E.Mantovani' con sede legale a Mestre, impegnata all'interno del Porto Isola di Gela, e il factotum della 'Calcestreuzzi', Giuseppe Laurino, anch'esso raggiunto da un provvedimento di custodia cautelare". La 'Ing.E.Mantovani' "non si sarebbe, pero', limitata ad accettare le imposizioni, velate ma, al contempo, decise, poste in essere da Laurino, spingendosi al punto di accettare 'suggerimenti' circa talune assunzioni da effettuare nel cantiere di Gela, tra queste quella di Francesco Lombardo, nipote di Giuseppe Madonia, gia' licenziato dalla 'Calcestruzzi'. (segue)




