Venezia, 18 lug. (Adnkronos) - Una mappa che assomiglia a un bollettino di guerra quella che descrive la situazione dell'agricoltura veneta chiamata a fronteggiare un nemico impietoso: la siccita'. I censimenti effettuati dalle associazioni di categoria in gran parte del territorio regionale, soprattutto nel rodigino, veneziano e padovano, restituiscono un quadro desolante, da vera e propria calamita' naturale: danni ingentissimi a tutte le principali colture estensive a pieno campo non irrigate, molti i raccolti di mais, soia e barbabietola ormai compromessi, aziende che stanno gia' trinciando alcune colture rinunciando a ricavare prodotto da granella per fare ceroso, persino le piante dei campi irrigati hanno subito uno stress a causa delle alte temperature tale da determinare una minor produzione rispetto al 2011. "Non possiamo ancora fare una stima precisa dei danni complessivi - spiega l'assessore veneto all'agricoltura, Franco Manzato, che sta seguendo con grande preoccupazione l'andamento della situazione - ma possiamo, ad esempio, valutare che un'azienda costretta a trinciare il mais subira' una perdita di circa il 50% rispetto al valore del prodotto da granella e anche chi riuscira' a produrre granella avra' una resa standard inferiore del 20%. Non ci sono, purtroppo, calcoli da fare per chi ha perso tutto o quasi il raccolto. E da alcune zone arrivano segnalazioni di sofferenza da 'scottatura' anche per i vigneti e per talune colture ortofrutticole. Le associazioni di categoria stimano perdite per alcune centinaia di milioni di euro, ma, ripeto, non siamo ancora in grado di fare i conti".(segue)




