(Adnkronos) - Nel settore dell'auto, la difficolta' e' evidenziata dall'aumento in questi mesi dei periodi di cassa integrazione ordinaria allo stabilimento Sata della Fiat di Melfi perche' bisogna adeguare i volumi produttivi ai flussi di mercato. E' evidente che se ci sono commesse produttive si lavora, altrimenti si tira il freno e si fa il "rompete le righe" che e' diventato piu' frequente per le 5200 tute blu dell'area industriale di San Nicola di Melfi. E' altrettanto evidente che in un'economia di mercato fortemente interconnessa se non si costruiscono le auto i primi a risentirne sono gli operai dell'indotto, quelli che per le vetture realizzano gli alzacristalli elettrici (Lasme), i separatori per batterie (Daramic), i pistoni per motori (Mahle) o i paraurti (Pcma), tanto per fare degli esempi calzanti. La crisi c'e', tocca tutti i settori e non risparmia niente. La preoccupazione dei sindacati, pertanto, al momento e' concentrata sul mantenimento dei posti di lavoro e, per chi e' in difficolta', la salvaguardia e la proroga degli ammortizzatori sociali per le fabbriche in cui gia' c'e' la cassa integrazione straordinaria. Vivere con 800 euro con l'indennita' di cigs e' difficile ma farne a meno sarebbe anche peggio. (segue)




