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Banche, Salvini sulla tassa agli extraprofitti: "Fanno miliardi senza muovere un dito"

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Confermata e rivendicata la tassazione sugli extraprofitti delle banche. Matteo Salvini, parlando a Radio Anch'io, parla di una "redistribuzione economicamente e socialmente doverosa", perché "stiamo parlando di un settore che sta facendo miliardi e miliardi di euro di guadagni senza muovere un dito". E poco importa, tiene a precisare il vicepremier e ministro dei Trasporti, "se qualche banchiere si è rammaricato". I soldi, frutto del provvedimento, "arriveranno a chi ha un mutuo che sta aumentando in maniera spropositata e finiranno in Legge di Bilancio per il taglio delle tasse e l'aumento degli stipendi".

D'altronde, prosegue, a conti fatti "le principali 5 Banche italiane nei primi 6 mesi hanno fatto più di 10 miliardi di utile perché hanno aumentato i costi per chi ha un prestito, ma non hanno aumentato gli interessi ai risparmiatori. Quindi le Banche sono state molto veloci ad aumentare i costi, ma non sono state altrettanto veloci ad aumentare gli interessi e stanno macinando miliardi e miliardi di euro, che stanno pagando gli italiani". Da qui l'idea del prelievo straordinario allo scopo di "aumentare gli stipendi anche l'anno prossimo" e "di mettere tutti i soldi possibili per aumentare salari e pensioni". 

La tassazione, era già stato precisato, prevede "un tetto massimo per il contributo che non può superare lo 0,1 per cento del totale dell'attivo", per salvaguardare la stabilità degli istituti bancari. La nota del ministero dell'Economia sottolineava, infatti, che "la misura proposta nasce sulla scia di norme già esistenti in Europa in materia di extra margini bancari". Ma non è bastato a evitare il caos in Piazza Affari. I titoli bancari hanno archiviato la seduta con un rosso di quasi l'11 per cento per Bper e Banca Mps, quasi il 10 per FinecoBank, oltre il 9 per Banco Bpm, cali di oltre l'8 per Intesa Sanpaolo. E solo nella mattinata successiva c'è stata una lieve ripresa.

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