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Mercato immobiliare nel caos: così la Bce rischia di far saltare l'Italia

Benedetta Vitetta
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Il comparto immobiliare continua a rimanere debole. Gli acquisti di abitazioni finanziati con un mutuo sono ormai calati ai minimi dal 2013 e questo sta, ovviamente, provocando una diminuzione delle domanda di compravendite, ma anche una maggior tensione per chi a questo punto decide di indirizzarsi sull’affitto. Questo, ancora una volta, è il risultato della politica monetaria portata avanti nell’ultimo anno e mezzo dalla Banca Centrale Europea. Una politica che ha messo letteralmente a ko diversi settori economici e milioni e milioni di famiglie. Questo è il quadro che emerge dal sondaggio congiunturale delle abitazioni in Italia effettuato da Bankitalia. Dall’indagine, condotta su 1.501 agenti immobiliari nel periodo compreso tra l’8 gennaio e il 5 febbraio 2024, si evidenzia che la dinamica congiunturale dei prezzi degli immobili nel IV trimestre del 2023 si sarebbe attenuata e la domanda è rimasta debole. E questo nonostante ci sia comunque stato un recupero rispetto al trimestre precedente, la quota di agenzie che hanno venduto almeno un’abitazione resta inferiore a quella registrata nello stesso periodo dello scorso anno per il quarto trimestre consecutivo. E a confermare questa situazione è buona parte degli agenti interpellati dal sondaggio che ha registrato una riduzione del 40% sia dei nuovi incarichi a vendere sia dei potenziali acquirenti.

IL CARO CREDITO
Senza dubbio, la maggiore difficoltà rimane il reperire il mutuo, che ormai è la causa prevalente di cessazione dell’incarico a vendere per circa un terzo degli operatori e la percentuale di acquisti finanziati con mutuo si è attestata su valori bassi nel confronto storico. E infatti, sempre secondo Banca d’Italia il 27% degli operatori segnala la difficoltà nel reperimento del mutuo da parte degli acquirenti tra le cause prevalenti di cessazione dell’incarico a vendere. Ciò detto, secondo gli operatori ci sono segnali che mostrano che l’evoluzione del mercato immobiliare nei primi tre mesi di quest’anno sarebbe meno sfavorevole. Forse anche perché a metà anno potrebbe finalmente arrivare il primo taglio dei tassi deciso dai piani alti di Bruxelles. Insomma, pare ormai sotto gli occhi di tutti che è il costo del denaro ciò che sta deprimendo le compravendite.

 

 

 

 

Secondo quanto comunicato dalla Bce, il tasso d’interesse sui mutui per l’acquisto di abitazioni con tasso variabile è diminuito di 6 punti base al 4,80%”, mentre quello «sui nuovi prestiti alle famiglie per consumi è aumentato di 32 punti base all’8,02%». Al contrario il tasso «sui depositi overnight delle famiglie» tradotto nella liquidità sul conto corrente, «è rimasto pressché invariato allo 0,38%». «Il caro credito» precisano da Via Nazionale, «fa così dire agli operatori immobiliari che prosegue la tendenza al rialzo dei canoni di locazione, in linea con l’aumento pressoché ininterrotto dall’inizio del 2022 dell’indice dei prezzi de gli affitti». In più, complice anche la scarsa offerta di abita zioni nuove, «gli immobili con classe energetica inferiore (F-G) hanno rappresentato quasi il 60% delle transazioni totali e poco meno di due terzi di quelle nelle aree urbane». Alla faccia delle case green. Infine, un consiglio arriva dagli esperti di Facile.it che sui mutui consigliano a tutti coloro che hanno un mutuo a tasso variabile di stringere i denti ancora per un po’ di tempo o, nel caso, valutare opzioni come la surroga per abbassare il costo delle rate». 

 

 

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