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Benzina oltre i 2,5 euro al distributore (e il peggio deve venire): le ragioni della stangata

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Il prezzo della benzina va verso i 2,5 euro al litro. Al momento, stando all'ultima rilevazione di Quotidiano energia, il prezzo medio è 2,048 euro al litro, con punte di 2,131 al servito. Per il diesel, invece, si va da un massimo di 2,030 a un minimo di 1,852. Stando alle segnalazioni delle associazioni dei consumatori, come Assoutenti, alcuni distributori sarebbero già oltre i 2,5 euro. E pare che i rincari continueranno ancora per un po'. 

All'origine del fenomeno gli aumenti delle materie prime. Il greggio ha superato i 90 dollari al barile nelle quotazioni di Londra, dove il Brent è il punto di riferimento dei mercati europei. L'aumento rispetto ai minimi di inizio dicembre è del 20%. Mentre nello stesso periodo gli aumenti per gli automobilisti italiani sono stati del 7% per la benzina e del 5% per il diesel. Si teme, però, che il peggio debba ancora arrivare per via dell’inevitabile aumento della domanda legato ai viaggi di primavera ed estate. 

 

 

 

A pesare le due guerre in corso, quella tra Russia e Ucraina e quella in Medio Oriente, che interessano zone geografiche molto forti dal punto di vista della produzione. E non aiuta nemmeno l'aumento della domanda di carburanti sui mercati occidentali per motivi stagionali. Senza dimenticare il carico fiscale sul prezzo del carburante: a marzo, secondo i dati ufficiali del ministero, accise e Iva hanno pesato per il 57% del prezzo finale della benzina e per il 52% di quello del diesel.

 

 

 

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