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Stellantis, Elkann taglia tutto tranne i dividendi: quanto intasca

Sandro Iacometti
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 A poche ore dalle minacce del ceo di Stellantis Carlos Tavares di far saltare gli stabilimenti se in Italia arriva un concorrente straniero (che hanno provocato la dura replica del ministro Adolfo Urso), dopo mesi in cui non si fa altro che parlare della fuga all’estero della casa automobilistica e della trazione francese del gruppo (timori che hanno spinto il governo ad aprire una trattativa fabbrica per fabbrica), a pochi giorni dai dati snocciolati dalla Uil sul dimezzamento della produzione da inizio anno in tutti gli stabilimenti tranne Pomigliano e Atessa (che fa veicoli commerciali), dal nipote dell’avvocato Gianni Agnelli John Elkann, finora silente, ci si aspettava un sussulto d’orgoglio, un richiamo al legame col nostro Paese, una parola di chiarezza, un cenno, un sopracciglio alzato, qualsiasi cosa che non fosse il sostanziale disinteresse per le provinciali polemicucce sull’italianità del gruppo.

La lettera del capo di Exor è rivolta agli azionisti non agli italiani. Ed è solo a quelli che il rampollo degli Agnelli si rivolge, promettendo floride prospettive di guadagno, utili in crescita e una pioggia di dividendi. Per carità, la Fiat non è ignorata. Elkann ricorda che l’11 luglio si svolgeranno le celebrazioni per i 125 anni dalla fondazione dell’azienda e che per il terzo anno consecutivo Fiat (ormai prodotta quasi solo all’estero) è stato «il marchio più forte di Stellantis in termini di volume di vendite in tutto il mondo». Grazie anche, ed ecco la ciliegina, alla 500 elettrica, «orgogliosamente costruita a Mirafiori». Frase che non suona benissimo il giorno dopo la delusione per il silenzio di Tavares sul futuro dello storico impianto di Torino che non potrà mai sopravvivere producendo soltanto un’auto. Ma per il volpone portoghese che da mesi gioca a nascondino con sindacati, governatori ed esecutivo arrivano solo apprezzamenti. Alcuni anche un po’ irriverenti, quando paragona l’attuale leadership di Stellantis «al coraggio e alla tenacia di Sergio Marchionne», il quale aveva in ben altra considerazione il posizionamento storico e geografico della casa torinese. E altrettanto inopportuna, per le migliaia di lavoratori attualmente in cassa integrazione a causa della stretta produttiva, deve essere risultata la celebrazione dei premi elargiti ad operai e colletti bianchi.

 

 

 

«Dalla sua fondazione nel 2021», si legge nella lettera, «Stellantis ha distribuito 6 miliardi ai propri dipendenti in tutto il mondo; una dimostrazione tangibile di come l'azienda abbia allineato i propri incentivi ai risultati a beneficio di tutti i dipendenti».

Ma sono altre le cose che ad Elkann preme comunicare. A partire dall’utile consolidato di Exor, in cui spiccano le partecipazioni in Stellantis, Ferrari, Iveco, Gedi e Juventus, di 4,2 miliardi che si porta dietro un bel dividendo di 0,46 euro per azione, per un totale di circa 100 milioni distribuiti. Ma è con soddisfazione che l’erede degli Agnelli sottolinea anche il nuovo corso del gruppo. Altro che auto (che comunque continua a trainare i conti), il futuro è nella salute, dove sono stati investiti circa 4 miliardi. E il lavoro non è finito. La società della famiglia Agnelli (con Net Asset Value cresciuto del 25,7% a 35,5 miliardi) ha in cassa 1,7 miliardi di liquidità, già allocati in investimenti come quello in Institute Marieux, in fondi della società Lingotto e nelle attività di Exor Venture. Poi ci sono 230 milioni per il buy back , fattore non trascurabile, anche 1,1 miliardi dei dividendi delle partecipate.

 

 

 

Quanto a Stellantis, Elkann rivendica la joint venture con i cinesi di Leapmotor e l’accelerazione sull’elettrico, con vendite cresciute del 21% e l’obiettivo di sfornare tutte auto a batteria in Europa entro il 2030. Ricorda anche che è proprio la casa automobilistica, insieme alla Ferrari, a rappresentare il 60% del valore patrimoniale della holding. Insomma, tutto procede a gonfie vele. L’ultima chicca è quando, citando il pilota Hamilton, John Elkann spiega quali siano i valori di Exor: «Ambizione e umiltà».

 

 

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