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Un rally di Natale? Riflettori sulla Fed

Arrivati a dicembre la domanda sorge spontanea: arriverà un regalo? Ecco quali sono le prospettive dei mercati
di Buddy Foxdomenica 30 novembre 2025
Un rally di Natale? Riflettori sulla Fed

3' di lettura

Siamo giunti a dicembre e la domanda sorge spontanea: ci sarà il rally di Natale? O meglio, ci sarà il regalo di Natale? Il regalo in questione è quello promesso da Bessent, cioè la nomina del successore di Powell entro fine 2025 per omaggiare l'imperatore Trump, e se sarà come da rumors l'economista Kevin Hassett è ipotizzabile che con il regalo a Natale ci sarà anche un bel rally. Questo sulla carta e soprattutto con la stampa di molta altra carta, per ora al comando c'è ancora Powell e lo sarà anche nel delicatissimo meeting Fed del 10/12 su cui si coltivano aspettative altissime e estreme, da chi punta su un nulla di fatto a chi crede a un taglio a sorpresa di mezzo punto. Il prudente Powell che continua a guidare nella nebbia potrebbe fare l'ennesimo scherzo, un remake in stile dicembre 2018, ma questa volta senza alzare i tassi, semplicemente dicendo che va tutto bene così, sarebbe una delusione, sarebbe carbone per tutti.

C'è un'atmosfera strana in questo finale d'anno, il 2025 era cominciato con le luci abbaglianti della tecnologia, un bagliore che con il passare del tempo si è affievolito e ora sembra essere accerchiato da molte ombre. Su tutte Nvidia che da star sembra essere stella cadente, perde pezzi lungo il tragitto, dalle grandi promesse su numeri strabilianti ha cominciato a assecondare alle richieste di Trump, subendo l'abbandono di Softbank, e ora c'è l'insidiosa concorrenza di Google che si allea con Meta. È la guerra dei mondi.

A Piazza Affari continuano le turbolenze d'alta quota, dopo Ferrari, Diasorin, Stm, ora ci si mette anche lo scandalo giudiziario sull'operazione Mps-Mediobanca. Non so perché ma subito mi è tornato in mente il risiko bancario di 20 anni fa, vi do un indizio, cosa vi ricorda: "ti bacerei in fronte"? Frase di un Fiorani in estasi che ringraziava l'allora governatore di Bankitalia Antonio Fazio, passano gli anni ma quando in Italia si toccano le banche scattano sempre le lotte di potere. Caltagirone & C non sono Fiorani e i "furbetti del quartierino" ma è sicuro che questa indagine metterà il settore in stand by. Orcell intanto sta sorridendo sotto i baffi, anche se non li ha. Ma i riflettori rimarranno sul tech, luci prima di gioia ora sono luci di indagini, in particolare su Oracle, trascinata anch'essa in orbita per le operazioni di Ai, in un attimo è finita nella polvere.

Tanta spesa significa anche tanto debito. Barclays, Moodÿs e S&P hanno declassato i Bond della società di Larry Ellison a quasi spazzatura, BoFA ha consigliato di vendere allo scoperto tutti quelli delle società di AI. Forse ci sarà il regalo di Natale, ma per ora si vede solo carbone.

BITCOIN: quando sale è una gioia per tutti, quando scende sono dolori, per tutti. Ormai il Bitcoin è ovunque e se scende potrebbe essere letale.
SILVER: "to the moon!" è il grido di battaglia dei bitcoiner, ma anche noi boomer abbiamo un asset che vola come le cripto ed è l'argento e ora possiamo urlare "to the moon!", prossima tappa $70.
NVIDIA: continuo lo short the top, almeno fino a $150/160.