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Fisco sullo smartphone, attenzione alle novità: ecco chi rischia grosso

lunedì 16 febbraio 2026
Fisco sullo smartphone, attenzione alle novità: ecco chi rischia grosso

2' di lettura

Si apre una nuova era del Fisco: quella in cui tutto passa dallo smartphone. L’Agenzia delle Entrate accelera sulla digitalizzazione e indica l’app IO come canale principale per dialogare con i contribuenti. Nel piano 2026-2028 l’obiettivo è chiaro: notifiche, promemoria e persino le lettere di “compliance” viaggeranno sempre più sul telefono. Non si tratta solo di avvisi su scadenze o rimborsi. Le comunicazioni che segnalano possibili irregolarità fiscali – invitando a mettersi in regola prima dell’accertamento – potranno essere anticipate da un messaggio in app. Non è l’atto vero e proprio, ma un alert che invita ad accedere all’area riservata o al cassetto fiscale per leggere il documento e decidere come muoversi.

Nel 2025 sono state inviate oltre 20 milioni di notifiche tramite IO, articolate in più di 30 tipologie. Nel 2026 sono attese più di 2,4 milioni di lettere di compliance, recapitate anche in digitale. Tra gli avvisi più recenti, spiegano dall’Agenzia a Repubblica, figurano "gli avvisi sulla delega all’intermediario fiscale, quelli sul domicilio digitale e i promemoria sull’invio della dichiarazione". L’elenco è ampio: autorizzazione o revoca di una persona di fiducia per l’accesso ai servizi online; registrazione dell’Iban per i rimborsi; promemoria per 730 e modello Redditi; comunicazioni su tassazione separata o controlli automatizzati; attribuzione del codice fiscale a un figlio; notifiche relative a contratti di locazione; deleghe agli intermediari e loro eventuale revoca o rinuncia. Non mancano i promemoria su rateazioni e imposte in scadenza. Per riceverli occorre attivare il servizio Send-Notifiche digitali.

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La strategia punta a ridurre i costi delle raccomandate, velocizzare i tempi e aumentare la percentuale di lettura degli atti, favorendo la regolarizzazione spontanea. C’è anche un fronte sicurezza: concentrare le comunicazioni sull’app IO diventa un argine alle truffe, perché le mail non Pec con mittente falsamente attribuito all’Agenzia dovrebbero essere ignorate. I vantaggi sono evidenti: tutto in un’unica piattaforma, pagamenti dal telefono, archiviazione digitale di atti e ricevute. Ma l’accesso tempestivo fa scattare prima i termini per eventuali contestazioni e il rischio di sovraccarico informativo è concreto. Se IO diventa il recapito standard per rimborsi, promemoria e irregolarità, controllarla con regolarità sarà indispensabile.

Quando arriva una lettera di compliance, il contribuente può chiedere chiarimenti, dimostrare la correttezza dei dati o correggere errori con sanzioni ridotte. Gli esperti invitano a non pagare automaticamente, ma a valutare con attenzione il contenuto, soprattutto in presenza di importi elevati o norme complesse, come nel caso dei bonus edilizi.

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