Giancarlo Giorgetti commenta il dato Istat sul rapporto deficit/pil pubblicato oggi e non manca di lanciare una frecciata al Movimento 5 Stelle. Con il deficit italiano pari al 3,1 per cento, comunque in miglioramento rispetto al 3,4 registrato nel 2024, il ministro dell'Economia scrive: "È un dato provvisorio, prima delle comunicazioni che l'Italia farà all'Ue. Cercheremo di capire le valutazioni Istat. Peccato per il colpo di coda del Superbonus condomini, causa principale del dato di oggi". Il riferimento è alla misura di incentivazione edilizia introdotta il 19 maggio 2020 dal governo Conte II e che ha creato un buco nelle casse dello Stato tutt'altro che irrisorio.
Numeri alla mano, il cavallo di battaglia grillino ha avuto costi stimati tra 160 e oltre 200 miliardi di euro a fronte di circa il 4 per cento del patrimonio immobiliare ristrutturato. Si stima addirittura che nel 2026 lo Stato verserà ancora circa 40 miliardi di euro, con una spesa netta elevata a causa della natura del credito d'imposta cedibile. Eppure, di fronte a tutto questo, i grillini cosa fanno? Semplice: attaccano Giorgetti e governo.
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Arrivata la notizia della sentenza della Corte Suprema americana, Emmanuel Macron e Friedrich Merz hanno indossato subit..."Caro Giancarlo, come tu ben sai il Superbonus non influisce sul deficit. Significa che nonostante la folle austerità che avete imposto e il record di pressione fiscale che avete raggiunto, non siete nemmeno riusciti a portare il deficit sotto il 3%. Sapete perché? Perché l'Italia è a crescita zero da quando siete al Governo. Distruggere il tessuto produttivo porta a questo. Per una volta, guardatevi allo specchio e smettetela di cercare scuse puerili, avete portato il Paese sull'orlo del baratro", attacca il vicepresidente M5S Stefano Patuanelli. A fargli eco la capogruppo pentastellata in commissione Bilancio del Senato, Elisa Pirro: "Nella narrazione del ministro il Superbonus, con rane, zanzare e locuste, sarebbe dietro il mancato perseguimento dell'obiettivo governativo di scendere nel 2025 sotto il tre per cento del rapporto deficit/Pil. Peccato che il ministro abbia in corso d'opera cambiato il meccanismo di contabilizzazione del Superbonus per scaricarne tutti gli effetti sui deficit degli anni fino al 2023, con qualche residuale effetto successivo, di fatto a misura abolita. Risibile quindi lagnarsi a proposito del 2025. Nonostante i trucchetti contabili, Giorgetti ha fallito".




