A un passo dalla pensione ma c'è voglia già di assaporare il tempo libero e rallentare sul lavoro? Adesso si può. La posizione previdenziale diventa flessibile, esattamente come un part-time. Al mattino lavoratori, al pomeriggio pensionati. Qualche giorno fa il Parlamento ha dato il via libera al nuovo part-time incentivato nel quadro della legge annuale sulle piccole e medie imprese. Un modo per creare un terreno fertile per il cambio generazionale e avvicinare i lavoratori al meritato riposo. La misura, di fatto, è in via sperimentale per il biennio 2026-2027 ed è rivolta a tutti i lavoratori del settore privato che raggiungeranno i requisiti per accedere al trattamento previdenziale all'inizio del 2028.
Una staffetta generazionale che potrebbe portare ulteriori benefici al mercato del lavoro che proprio ieri, dati Istat alla mano, ha fatto registrare un'altra impennata del livello di occupazione. Ma come funziona questo effetto yo-yo tra lavoro e pensione? Partiamo dalla riduzione dell'orario: si può tagliare il 25 per cento o il 50 per cento del tempo trascorso sul posto di lavoro. Ma non finisce qui. La norma prevede una serie di incentivi che possono rendere questo percorso piuttosto appetibile per chi vuole mettere da parte, almeno negli ultimi anni di carriera, il tempo dedicato al lavoro e godersi di più tutto ciò che "c'è lì fuori", come spesso si usa dire quando si annusa l'assegno previdenziale.
Pensioni di aprile, quanto si perde sull'assegno: ecco che cosa cambia
La pensione di aprile, in pagamento mercoledì 1° aprile, non porterà novità rispetto al mese pr...La quota dei contributi previdenziali a carico del dipendente non dovrà essere versata. Anzi, l'importo verrà versato direttamente in busta paga per un limite massimo di 3.000 euro per ogni anno. Inoltre per il tempo "risparmiato" sul lavoro i contributi ai fini del calcolo previdenziale verranno comunque conteggiati come "contributi figurativi". E proprio questo dettaglio è forse quello più ghiotto: non ci saranno per il lavoratore effetti negativi sull'assegno futuro, ovvero sul calcolo dell'importo che poi, una volta in pensione "full time", finirà nelle tasche del pensionato.
Ma quali sono i requisiti per poter accedere a questo "scivolino" verso la pensione? Innanzitutto bisogna appartenere al settore privato, bisogna avere un contratto a tempo pieno e soprattutto indeterminato. Inoltre è necessario lavorare in aziende che non abbiano in organico più di 50 dipendenti. Poi, il requisito più importante, avere le carte in regola per poter poi ricevere l'assegno previdenziale a partire dall'1° gennaio 2028. L'altra faccia della medaglia di questo provvedimento è quello che riguarda l'assunzione dei giovani nelle piccole e medie imprese. Con un lavoratore che occupa il posto in organico per la metà del tempo richiesta, ecco che l'azienda potrà assumere un lavoratore under 35 a tempo pieno e indeterminato.
Anche qui ci sono dei paletti. L'azienda per accedere a questo piano dovrà assumere dipendenti che non superano i 34 anni di età. In assenza di turn-over, ovvero senza sostituire una dipendente "in pensione part-time" con un giovane a tempo indeterminato, l'azienda non potrà accedere agli incentivi. Al momento, in questa prima fase di sperimentazione per il 2026 e il 2027, potrebbero essere circa 1.000 i lavoratori interessati dal provvedimento. Ma dopo questa fase la norma potrebbe diventare strutturale e avere anche un respiro più ampio sul fronte delle risorse investite e destinate alle imprese. E in questi giorni, sempre sul tema caldo dell'uscita dal mondo del lavoro, c'è un'altra grossa novità che riguarda i contributi figurativi. La Corte di Cassazione ha chiarito un punto controverso sulla pensione anticipata introdotta dalla riforma Fornero: i contributi figurativi (per malattia, disoccupazione, maternità, CIG ecc.) possono essere conteggiati per raggiungere l’anzianità contributiva richiesta senza limiti di contribuzione "effettiva". La pronuncia nasce dal ricorso di una lavoratrice cui la Corte d’appello aveva negato la pensione anticipata, escludendo i periodi figurativi. Escluderli avrebbe reso quasi impossibile l’accesso alla pensione anticipata a molti lavoratori con carriere interrotte. La Suprema Corte ha quindi annullato la sentenza impugnata e rinviato il caso per un nuovo esame, stabilendo il principio che i contributi figurativi concorreranno al requisito contributivo. E anche nel caso dei pensionati "part time" i contributi versati saranno proprio figurativi. Insomma, si aprono nuove strade per chi decide di mollare il lavoro senza passare dalle Forche Caudine della legge Fornero. È necessario conoscerle per non sbagliare la prossima mossa...




