«Un’altra sessione difficile per i mercati in Asia. Si vede che i listini vengono per lo più trascinati nel sell-off sui chip». Oggi dici Asia ma è come se dicessi Kospi e Nikkei, Seoul e Tokyo le attuali capitali della finanza e della tecnologia, da alcuni anni a questa parte le novità e le notizie arrivano da Oriente, lì sorge il sole e ci dirà come sarà la giornata nelle borse di tutto il mondo. JO Ong è il giovane corrispondente di Cnbc che ci racconta la cronaca di quel mondo. «Non ci resta che pregare», ricordate la frase? Fu proprio lui in preda alla disperazione che il 5 agosto del 2024 sintetizzava con questa esortazione di speranza un lunedì drammatico sul Nikkei. L’indice giapponese aveva da poco riagguantato il record storico del 1989, è quel lunedì chiudeva con un -12% facendo riapparire nelle menti degli investitori i fantasmi della bolla di 35 anni prima.
Era di nuovo il panico generale, Donatella Principe analista tra le più affermate ricca sempre di spunti e argute metafore disse che gli investitori avrebbero dovuto farsi un esame di coscienza: avevano esagerato con il rischio e l’esposizione sull’azionario, in particolare la tecnologia, ora avevano il timore di non riuscire a mettersi in salvo. Quando usi le leve finanziarie funziona così, è come una palla di neve, tanto si guadagna quando le borse salgono e altrettanto si perde quando si va giù, e sono proprio le leve a esacerbare le tendenze che oggi sono sempre più marcate. Fu comunque una mezza crisi di mezza estate, il panico del 5 agosto fu un minimo di mercato e da lì il Toro di borsa riprese la sua marcia. Probabilmente quello che sta accadendo in questa estate è un copia incolla di performance e di paura, cadute del tech che promettono di riassorbirsi in poco tempo. Certo c’è la volatilità che spaventa, il Kospi è passato da un -6% a un +18% in due soli giorni!
Siete agitati? Se diamo uno sguardo più allargato anche le paure si ridimensionano: il Kospi chiude il mese di luglio con una perdita monstre del 22%, rispetto ai top di giugno siamo sotto del 30%, ma un anno fa valeva la metà! Morale, è un movimento violento ma è una correzione ed è fisiologica. Intanto nel silenzio più totale è andato gambe all’aria l’hedge fund Situational Awareness, aveva spinto troppo sugli investimenti in Ai e ci è finito sotto. In soccorso è arrivato il gigante Citadel di Ken Griffin che si è pappato tutto il boccone. Ma la cosa più interessante è un’altra, sapete chi era il fondatore di S.A.? Leopold Aschenbrenner, uno dei geni di Open Ai, colui che si credeva il visionario della nuova frontiera del tech. Per sopravvivere sui mercati non basta essere dei geni, a volte semplicemente basta essere dei saggi che nei momenti di euforia scalano le marce, riducendo la velocità e le leve. Come direbbe il grande vecchio «bisogna avere paura quando tutti sono avidi». NEXI: buona la trimestrale, il titolo si conferma al rialzo e la corsa è solo all’inizio. NASDAQ: sarà un’altra estate “buy the dip”, il recupero è già cominciato.




