Libero logo

Il debito come il clima inizia a far paura solo quando fa notizia

Un parallelismo non scontato. Ma i punti in comune sono molteplici: ecco come nasce il panico
di Buddy Foxdomenica 6 settembre 2026
Il debito come il clima inizia a far paura solo quando fa notizia

3' di lettura


Il problema dell’aumento del debito è come quello della crisi climatica: fa paura e crea allarme quando le temperature sono elevate, crea il panico tra la gente e i media amplificano il timore, poi arriva l’inverno, le temperature calano e magicamente l’allarme viene dimenticato. Così sta accadendo in questa torrida estate 2026.

Gli Style Councel la chiamerebbero «long hot summer». È il 6 settembre ma sembra il 6 agosto. Il caldo non molla la presa e come le temperature anche sul debito giorno dopo giorno si va sempre più su. Siamo arrivati a superare i 40.000 mld di dollari. Se pensate che 30 anni fa il debito pubblico Usa era inferiore a 5.000 mld, capite che c’è poco da scherzare. Il problema principale non è il valore nominale del debito ma gli interessi che ogni anno devi pagare, anche se i tassi calano la spesa rimane enorme, risorse che si devono sottrarre ad altre attività. Noi italiani che siamo stati pionieri in tema di debito pubblico lo sappiamo bene.

Ma parlare di rischio fallimento, come di fine del mondo in materia di clima, è un’altra cosa e, al momento, è una stupidata. In questi giorni il decennale giapponese ha superato il 3%. Livelli impensabili fino a 3 anni fa. Ma Greg Abel, il delfino di Buffett, dice di non essere preoccupato del debito aperto in Yen perché i rendimenti dei loro investimenti sono superiori agli interessi da pagare. Ed è proprio questo uno dei punti più importanti: finché c’è crescita, e gli ultimi dati sulla disoccupazione Usa dimostrano che è ancora molto forte, il debito rimane un problema relativo. E poi c’è la tecnologia che può venire in soccorso sia alla cura del clima sia a quella del debito.

Come ho scritto l’anno scorso, l’approvazione del GENIUS Act può segnare uno storico cambiamento perché le società private, in questo caso le stablecoin, si possono sostituire agli Stati o alle istituzioni finanziarie tradizionali nella detenzione di Titoli di Stato. Tether possiede più TBond della Germania. La prima settimana di settembre è spesso un limbo, segna il passaggio tra Jackson Hole, simbolo della fine dell’estate, e la ripresa delle attività. È un po’ come il campionato di calcio: ci sono le prime giornate ma l’inizio vero è quello dopo la sosta delle Nazionali.

In questa settimana di limbo gli occhi degli investitori erano tutti puntati sui conti di Broadcom e la disoccupazione Usa. È stato una mezza insoddisfazione, ma le Borse, dopo un inizio di ottava in sensibile calo, hanno chiuso recuperando. Buon segno! La prossima sarà la settimana che dà il via alle celebrazioni degli anniversari di settembre, il primo sarà venerdì. L’11. Sono passati 25 anni da quel tragico evento, ricordarlo bene per i guerrieri di Wall Street significa mantenere gli indici sui top, con o senza la paura del debito.

TIM: fortunatamente l’Opa non sta avendo successo. Fortunatamente per gli azionisti Tim perché è facile che ci sarà un rilancio nel prezzo.
NVIDIA: Jensen Huang in copertina su The Economist e Nvidia è a un soffio da nuovi max. Superarli sarà il boost per fare nuovi top anche sul Nasdaq.