Dopo l'amarissima eliminazione dagli Us Open, Flavio Cobolli parla in conferenza stampa. Fa il punto sul match perso con Alexander Blokx e coglie l'occasione per sfogarsi: troppo rumore, difficile giocare a tennis in quel contesto.
Il tennista romano aveva iniziato nel migliore dei modi, conquistando il primo set al tie-break e dando l'impressione di poter controllare la sfida. Poi, però, l'inerzia è cambiata. Blockx ha alzato il livello, mentre Cobolli ha accusato un evidente passaggio a vuoto, finendo per cedere i successivi tre parziali: 6-7(4), 6-3, 6-0, 6-3.
Al termine dell'incontro, Cobolli ha riconosciuto i meriti dell'avversario, ma ha anche rimarcato una difficoltà che, a suo giudizio, riguarda l'intero torneo newyorkese. L'atmosfera degli US Open è infatti molto diversa da quella abituale del circuito, con un pubblico particolarmente coinvolto e rumoroso. "Non ho perso per via del rumore, certo. Forse dobbiamo giocare così per più settimane perché se arrivi qui e ci sono regole diverse, è molto dura per noi".
Un tema sul quale l'azzurro è tornato anche successivamente, spiegando quanto sia stato complicato adattarsi sin dai primi giorni a Flushing Meadows: "Eravamo abituati a giocare nel silenzio, nessuno si muove, nessuno parla. Qui è davvero diverso. Abbiamo un’atmosfera fantastica ma è molto molto rumorosa. Per noi è davvero dura giocare", conclude Cobolli.




