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L'editoriale

Vittorio Feltri: I nostri soldati tornino a casa da Kabul e Baghdad

8 Gennaio 2020

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Vittorio Feltri

Non riusciamo a capire a quale scopo i militari italiani da quasi venti anni stiano in Iraq e in Afghanistan nel tentativo di esportarvi la democrazia che non rientra negli interessi dei popoli musulmani.
Gli Stati Uniti hanno fatto due guerre a Saddam Hussein, la prima per assicurarsi il petrolio del Kuwait, Stato invaso dal suddetto dittatore, la seconda al fine di reagire all' attentato alle Torri Gemelle, col quale il medesimo dittatore non aveva avuto nulla che fare. Ciononostante questi fu ucciso mediante impiccagione e il suo Paese fu messo sotto tutela dagli americani con l' intento di educarlo al liberalismo. Cosicché l' Iraq da lustri è invaso da soldati statunitensi e da un contingente (mille uomini) operante sotto il tricolore. La cosa avviene da circa venti anni pur non avendo prodotto alcun risultato pratico apprezzabile, nel senso che gli iracheni col cavolo si sono convertiti alla democrazia rappresentativa. Ogni tanto organizzano attentati contro gli eserciti controllori e la situazione di crisi, con relative tensioni, non cessa di essere grave.
Lo stesso fenomeno si verifica in Afghanistan. Anche qui da quasi venti anni le truppe Usa e le nostre se ne stanno a Kabul senza combinare un tubo di positivo in quanto i talebani sono più forti e riescono a soggiogare i compatrioti islamici, quindi obbedienti ai costumi coranici i quali non prevedono di trasformare il regime dispotico in qualcosa che si crei mediante il voto popolare.

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