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Armi chimiche in Siria, la Clinton:"Se Assad le usa noi reagiremo"

Duro avvertimento degli Stati Uniti al regime siriano. Bashar al Assad possiede uno degli arsenali chimici più potenti del mondo. E a Washington si preparano ad agire

Ignazio Stagno
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Campanello d'allarme Iprite, gas nervini come il Sarin e il più letale di tutti, il Vx. Sono queste le armi chimiche siriane in possesso del presidente Bashar al Assad. Il leader siriano oggi ha ricevuto "un severo avvertimento" rispetto all'utilizzo delle armi chimiche. Lo ha affermato il segretario di Stato Usa, Hillary Clinton, dopo le rivelazioni del New York Times sullo spostamento degli arsenali da parte di Damasco. I srevizi di intelligence straniere ritengono che la Siria abbia uno dei più grandi arsenali di armi chimiche. "Si tratta di una linea rossa per noi, ancora una volta abbiamo avvertito Assad, il suo comportamento è da condannare, le sue azioni contro il popolo siriano sono tragiche" ha detto la Clinton, che aggiunge: "l'eventuale uso di armi chimiche da parte del regime siriano provocherebbe una risposta degli Stati Uniti". I timori degli Usa su un eventuale ricorso del regime di Damasco al suo arsenale di armi chimiche "sono aumentate", ha affermato il portavoce della Casa Bianca, Jay Carney. "Assad deve sapere che il mondo sta guardando", ha detto Carney. La Siria non ci sta La replica siriana agli attacchi statunitensi non si fa attendere: "In risposta alle dichiarazioni del segretario di Stato americano, che ha intimato alla Siria di non usare armi chimiche, la Siria ha ripetutamente sottolineato che non impiegherà mai in alcuna circostanza contro il proprio popolo questo tipo di armi, se fossero disponibili", così il comunicato del ministero degli Esteri letto alla tv di Stato. Inatanto nel corso del vertice italo-francese di Lione, la Francia e l'Italia si sono espresse sulla Siria. "I due Paesi condividono la profonda preoccupazione per gli sviluppi sempre più drammatici della situazione umanitaria della popolazione in Siria e dei profughi siriani rifugiatisi nei Paesi vicini", si legge nel documento finale. "Francia e Italia - prosegue ancora il testo - sono impegnate a sollecitare la mobilitazione europea e internazionale, fornendo il loro significativo contributo, per portare soccorsi d'urgenza soprattutto alle fasce più deboli della popolazione, quali donne e bambini, che devono essere messi in grado di far fronte ai rigori dell'inverno".  

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