Washington, 14 dic. (Adnkronos) - "Ho preso la mia decisione per il paese che amo, ma accuse prefabbricate hanno creato un'immagine assolutamente falsa di me". Cosi' Susan Rice, in un articolo pubblicato oggi sul Washington Post, spiega le ragioni che l'hanno spinta a chiedere a Barack Obama di non considerarla piu' per l'incarico di segretario di Stato della prossima amministrazione, a seguito delle enormi polemiche suscitate dai repubblicani per il suo ruolo nella vicenda di Bengasi. "Essendo ormai chiaro che la mia eventuale nomina avrebbe provocato una lunga battaglia politica, ho deciso che sarebbe stato sbagliato permettere che questo dibattito ci distrasse dalle urgenti priorita' nazionale, creare posti di lavoro, far crescere l'economia, risanare il nostro deficit", scrive l'ambasciatore americano all'Onu. In effetti quando, la notte scorsa, la Casa Bianca ha annunciato di aver ricevuto la lettera della Rice, molti hanno sottolineato come questa mossa non possa non essere letta in relazione agli sforzi che la Casa Bianca sta facendo per ottenere entro il 31 dicembre un accordo con i repubblicani sulla riduzione del deficit che impedisca il fiscal cliff. Nonostante il suo passo indietro, la Rice comunque non rinuncia a difendersi da quelle che definisce "accuse prefabbricate che hanno dipinto un'immagine assolutamente falsa di me" ed "attacchi malevoli contro la mia persona e la mia professionalita'". (segue)




