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Strage di Port Said, 21 condanne a morte Scontri e vittime fuori dal carcere

domenica 27 gennaio 2013
Strage di Port Said, 21 condanne a morte Scontri e vittime fuori dal carcere

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Il Cairo, 26 gen. (Adnkronos/Dpa/Ign) - In Egitto la Corte d'Assise ha pronunciato 21 sentenze di condanna a morte a conclusione del processo sulla strage allo stadio di Port Said in cui il primo febbraio scorso morirono 74 persone. Gli scontri scoppiarono al termine di una partita tra le squadre di al-Masry e l'al-Ahly. La sentenza per gli altri 52 imputati verrà pronunciata il 9 marzo. Dopo le sentenze, fuori dal carcere di Port Said sono scoppiati scontri tra manifestanti e forze di sicurezza. Gruppi di dimostranti, tra cui anche familiari dei condannati, hanno tentato di fare irruzione nel carcere venendo respinti dalla polizia che ha fatto ricorso ai lacrimogeni per disperdere la folla. L'ultimo bilancio è di 27 morti e 278 feriti. Lo hanno riferito fonti mediche all'emittente 'Al-Jazeera'. Tra le vittime figurano anche due calciatori della città. Si tratta di Tamer al-Fahla, ex portiere dell'al-Masry e Mohammad al-Dadhwi, che ha giocato con l'al-Mareekh. Nelle zone circostanti il carcere di Port Said l'esercito ha imposto il coprifuoco. La notizia delle 21 condanne a morte è stata festeggiata al Cairo dai parenti delle 74 vittime e dai tifosi dell'al-Ahly. Lo ha riferito l'agenzia d'informazione 'Dpa', secondo cui i familiari delle vittime hanno accolto le sentenze gridando "Dio è grande". Intanto questa mattina truppe dell'esercito egiziano sono state dispiegate a Suez dopo gli scontri che ieri hanno provocato la morte di 9 persone e il ferimento di almeno altre 476. I militari hanno preso posizione attorno agli edifici che ospitano uffici governativi. Un dispiegamento temporaneo, secondo i responsabili dell'esercito, con l'obiettivo di proteggere le sedi istituzionali. "Abbiamo chiesto alle forze armate di inviare rinforzi sul terreno fino a quando avremo superato questo difficile periodo", ha spiegato intervenendo alla televisione statale Adel Refaat, capo delle forze di sicurezza a Suez. Il presidente egiziano Mohammed Morsi ha lanciato un appello alla calma, dopo le violenze di ieri. "Mi rivolgo a tutti i cittadini per chiedere loro di aderire ai nobili principi della rivoluzione egiziana esprimendo liberamente e in modo pacifico le loro opinioni", ha dichiarato attraverso la sua pagina Facebook. A causa degli scontri il presidente egiziano ha cancellato il viaggio in Etiopia, previsto per domani. Critiche sono arrivate a Morsi e al suo esecutivo dal suo oppositore politico Mohammed El Baradei: "Ciò che abbiamo visto finora da parte del presidente e del suo governo, nella gestione della tragedia in cui viviamo è un esempio di chiara irresponsabilità", ha dichiarato. ElBaradei ha auspicato la nascita al Cairo di un governo di salvezza nazionale come "soluzione politica per il ripristino della sicurezza nel Paese".