Beirut, 21 set. - (Adnkronos/Aki/Washington Post) - Centinaia di persone soffrono ancora per gli effetti della strage chimica del 21 agosto nei pressi di Damasco. In piu' di dieci interviste via Skype medici degli ospedali da campo e attivisti nell'area del Ghouta hanno denunciato quella che definiscono una tragica situazione umanitaria, sotto l"'assedio" delle forze del regime siriano, mentre continuano i bombardamenti e si diffondono la malnutrizione e le malattie. Secondo gli Stati Uniti, 1.429 siriani sono morti nell'attacco del 21 agosto. Stando agli esperti, la maggior parte delle persone vittime di attacchi con gas sarin muore nelle 24 ore successive. In questo caso, secondo i medici, si sono registrati alcuni decessi legati all'esposizione al sarin anche nei giorni immediatamente successivi alla strage chimica. E ci sono anche decine di sopravvissuti, sempre stando ai medici, che soffrono ancora per effetti collaterali, che necessitano di continua assistenza medica per problemi respiratori, nausea, debolezza e offuscamento della vista. Intanto, denunciano, continuano a cadere bombe e cosi' e' difficile evacuare i feriti e provvedere all'assistenza. Secondo i dottori, circa 300 sopravvissuti alla strage chimica soffrono tuttora per effetti collaterali nelle localita' di Ein Tarma e Zamalka. Altre 150 persone sono nelle stesse condizioni a Moadamiya, a ovest di Damasco e qui scarseggiano le riserve di ossigeno. (segue)




