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Siria, "ucciso crociato italiano". Isis, il colpo di coda a Baghuz: chi hanno ammazzato i jihadisti

Giulio Bucchi
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L'Isis ha annunciato l'uccisione di un uomo di nazionalità italiana nei combattimenti a Baghuz, l'ultima roccaforte degli estremisti nella parte orientale della Siria, dove da settimane combattono le forze curdo-arabe. Su Telegram, l'Isis ha pubblicato la tessera sanitaria e la carta di credito dell'uomo ucciso: il combattente è Lorenzo Orsetti, volontario a fianco delle milizie curde. L'Isis ha pubblicato anche la sua foto senza vita. Appena un mese fa Lorenzo era stato intervistato da Fausto Biloslavo per il Giornale, che lo aveva raggiunto a Tell Tamer nel Nord della Siria. "Quando iniziano a morirti i tuoi compagni accanto, soprattutto per le mine e cecchini, non lo dimentichi. Adesso molti miliziani stranieri si arrendono, ma spesso si sono fatti saltare in aria quando non avevano vie di scampo. Lo Stato islamico è un male assoluto. Questa è una battaglia di civiltà", spiegava Orsetti, noto con il nome di battaglia Tekoser, "lottatore". Nello scarno messaggio su Telegram, l'Isis sostiene che "il crociato italiano è stato assassinato negli scontri nella località di Baghuz". C'è anche una foto in cui si vede un uomo privo di vita vestito con un'uniforme militare. Da settimane l'alleanza curdo-araba delle Forze democratiche siriane (Sdf, secondo l'acronimo in inglese) combatte contro i jihadisti nell'ultima ridotta rimasta in mano agli estremisti nella parte orientale della Siria, al confine con l'Iraq. Negli ultimi anni, alle fila delle Sdf si sono uniti molti volontari stranieri arrivati per combattere il Califfato che si era creato tra Siria e Iraq. Proprio a Baghuz si sono rifugiati gli uomini dell'Isis e i loro familiari, rifugiati nella zona dalle aree da cui erano stati espulsi; e da gennaio, sotto il pressing dell'alleanza curdo-araba sostenuta dagli Usa, da Baghuz sono fuoriuscite oltre 60mila persone, tra combattenti e civili. Non è chiaro quanti siano i combattenti e i civili che rimangono asserragliati all'interno, ma l'elevato numero di persone sta allungando le operazioni militari e rimandando la conquista della città da parte dell'Sdf.

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