Washington, 17 nov. (Adnkronos) - Con l'avvicinarsi della cinquantesimo anniversario della morte del presidente John Kennedy, ucciso il 22 novembre 1963 a Dallas, si moltiplicano negli Stati Uniti, e non solo, i libri commemorativi, gli speciali ed i documentari tv, ma anche commenti ed interventi per sfatare alcuni miti su Jfk. Come fa Larry Sabato, noto politologo americano vicino ai democratici, autore di un libro sull'eredità politica di Jfk ("The Kennedy half-century: the presidency, assassination and lasting legacy of John Kennedy"). In un articolo sul Washington Post, Sabato per esempio sfata il mito che "Jfk fosse un presidente liberal": "E' un'idea sostenuta oggi, perchè Kennedy viene associato al movimento dei diritti umani e la sua eredità viene legata a quella dei suoi fratelli, i molto più liberal Bobby e Ted". Per il politologo, al contrario, il presidente Kennedy "era un cauto, conservatore capo esecutivo, molto preoccupato per la sua rielezione del 1964". In politica interna, era "era per il taglio della spesa e la riduzione del deficit e sponsorizzò un ampio taglio delle tasse che divenne poi il modello del presidente Ronald Reagan nel 1981". E molto più a quella di Reagan - che lo citava spesso - e a quella dei falchi democratici era la sua retorica anti-comunista.




