Washington, 14 nov. (Adnkronos/Washington Post) - La crescente diffusione di pistole e fucili realizzati con le stampanti 3-D sta mettendo in allarme le autorità americane, preoccupate delle ripercussioni sulla sicurezza. Queste armi in materiale plastico, infatti, sono in grado di sparare e, soprattutto, di eludere i controlli dei metal detector. Gli esperti dell'Atf, l'agenzia federale Usa che si occupa di armi da fuoco ed esplosivi, hanno riferito di avere creato con una stampante 3-D la'Liberator', una pistola ideata dall'organizzazione texana Defense Distributed. Il cofondatore, Cody Wilson, è un ex studente di legge impegnato in una campagna per la diffusione delle armi 'fai-da-te'. di questa organizzazione del Texas Nel corso di un test, gli esperti dell'Atf hanno sparato con l'arma numerose pallottole vere, mentre in altre simulazioni è stato mostrato che la Liberator è capace di una potenza tale da esplodere colpi in grado di creare danni agli organi vitali. Il file per 'stampare' la Liberator è stato scaricato da Internet da oltre 100mila persone nell'arco di due giorni, prima che i funzionari federali ne chiedessero la rimozione lo scorso maggio. A preoccupare l'Atf non è tanto il rischio che la Liberator o armi simili possano essere usate in attività criminali tradizionali, quanto piuttosto che possano essere introdotte all'interno di scuole, eventi sportivi o uffici governativi, sfuggendo ai controlli previsti per le armi in metallo. A seconda della taratura, infatti, i metal detector potrebbero non rilevare la presenza di un singolo proiettile, individuabile solamente attraverso i controlli ai raggi X. Ma molti luoghi pubblici non dispongono di questi macchinari.




