Il Cairo, 25 gen. - (Adnkronos/Aki/Ign) - A due anni dall'inizio delle manifestazioni contro il dittatore Hosni Mubarak gli egiziani tornano in piazza per celebrare la rivoluzione e per protestare contro il nuovo presidente Mohamed Morsi. All'insegna dello slogan 'Pane, libertà e giustizia sociale' centinaia di giovani si sono radunati in piazza Tahrir al Cairo. E già si registrano i primi feriti. Si tratta di sei persone, tra cui un giornalista spagnolo, coinvolti negli scontri tra manifestanti e forze dell'ordine verificatisi nel quartiere di Qasr El-Aini. Lo riferisce al-Ahram Online. Scontri sono stati segnalati da al-Masry al-Youm anche nella simbolica piazza Tahrir, nel centro della capitale. I manifestanti hanno lanciato pietre contro gli agenti, che hanno risposto con gas lacrimogeni per disperdere la folla. Intanto le forze dell'ordine e le ambulanze sono state poste in stato di massima allerta dal ministero degli Interni e da quello della Salute in città nella possibilità di una deriva violenta delle manifestazioni in programma. "Andate nelle piazze per raggiungere finalmente gli obiettivi della rivoluzione" è stato l'ultimo appello lanciato su Twitter dall'ex numero uno dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica (Aiea) e Premio Nobel per la pace, Mohamed ElBaradei, che ha auspicato una partecipazione numerosa. "Io andro' a protestare perché siamo tutti egiziani, non salafiti, né Fratelli Musulmani, copti o liberali. Andrò per riunire il popolo e chiedere una costituzione valida per tutti", ha affermato ElBaradei, leader del partito di opposizione Dustur (Costituzione, in arabo). I Fratelli Musulmani, obiettivo della protesta, dal canto loro nei giorni scorsi hanno denunciato, attraverso il loro vice presidente Mahmoud Izzet, la presenza di gruppi in Egitto che si stanno organizzando per "sabotare" i festeggiamenti della Rivoluzione del 25 gennaio. Il movimento islamico ha anche annunciato un "regalo al popolo egiziano" sotto forma di un rilancio del welfare che passa attraverso investimenti nella scuola, nella sanita' e nella realizzazione di alloggi alle fasce piu' disagiate della popolazione. L'anniversario della rivoluzione arriva in una fase cruciale per l'Egitto. Il problema della sicurezza, lascito della rivoluzione, non è ancora stato risolto come dimostrato dagli scontri di ieri al Cairo tra gruppi di manifestanti e la polizia, che ha usato i lacrimogeni per disperdere la protesta contro i Fratelli Musulmani. Il Paese, inoltre, dal punto di vista economico è rimasto bloccato da una spirale recessiva da cui non riesce a riemergere. Decisivo in quest'ottica è il prestito da 4,8 miliardi di dollari che il Fondo Monetario Internazionale sta ancora discutendo con le autorità egiziane. Una delegazione dell'Fmi, come annunciato dal premier Hisham Kandil nel corso di una conferenza stampa a Davos, tornerà al Cairo entro due settimane per riprendere i negoziati.




