Beirut, 16 lug. - (Adnkronos/Aki/Washington Post) - Un'oasi di pace dove sventola la bandiera dei rivoluzionari siriani e il conflitto appare lontano, se non fosse per l'eco dei cannoni dell'esercito puntati contro le 'citta' martiri' di Douma e Homs, distanti solo poche decine di chilometri. A Yabrud il clima in questi giorni e' surreale. Della guerra non c'e' traccia e la vita scorre senza scossoni, come raccontano gli attivisti e gli abitanti del luogo, sorpresi dal fatto che il regime qui non abbia scatenato la repressione contro i ribelli. Il risultato e' sotto gli occhi di tutti: migliaia di persone ogni venerdi' manifestano pacificamente a Yabrud contro il governo e i miliziani dell'Esercito libero si muovono in citta' senza armi. Una bandiera dei rivoluzionari di oltre 12 metri sventola dal tetto del palazzo di una compagnia di telefonia mobile e una scultura raffiugante il simbolo dei ribelli e' stata posta su un piedistallo al centro della citta'. In molti si interrogano sui motivi per cui Yabrud sia stata finora risparmiata dall'esercito. Secondo Abu Mohammed, un attivista che per motivi di sicurezza ha voluto farsi identitficare solo con il nome, si deve tutto all'approccio 'soft' della popolazione nei confronti dell'esercito che pure a dicembre aveva tentato di sottomettere la citta'. Quando gli uomini della shabiha, la milizia fedele al regime, sono entrati in citta' "hanno fatto irruzione in molte case, anche in quella di mio padre, rubando e rompendo ogni cosa. Ma noi non abbiamo reagito", ha dichiarato Abu Mohammed. Le forze governative, ha aggiunto, hanno stazionato alla periferia della citta' "per pochi giorni e poi semplicemente se ne sono andate. Non c'e' stata battaglia". (segue)




