Beirut, 19 lug. - (Adnkronos/Aki) - La citta' di Damasco, dove ormai da giorni si assiste a violenti scontri tra le forze del presidente siriano Bashar al-Assad e l'Esercito siriano libero, culminati ieri nell'attenato alla sede della Sicurezza nazionale che ha causato la morte di alcuni leader militari e di sicurezza, e' oggi totalmente paralizzata. Tutte le istituzioni pubbliche, gli uffici privati, le sedi governative, cosi' come la maggior parte degli esercizi commerciali hanno i battenti chiusi. Anche i mezzi pubblici sono in gran parte fermi. Lo stesso vale per le universita' e le scuole. Fonti governative hanno annunciato che l'ateneo damasceno diffondera' presto una direttiva per posticipare la sessione straordinaria di esami che doveva iniziare il 22 luglio. Alcuni avvocati hanno fatto sapere che anche i tribunali hanno sospeso tutte le udienze, che sono state rimandate alla luce della situazione cui si assiste in citta'. Commercianti e imprenditori hanno fermato le loro attivita' in quanto operai e impiegati non sono in grado di uscire di casa per recarsi sul posto di lavoro, ma anche in segno di solidarieta' con la rivoluzione e in risposta all'appello allo sciopero e alla disobbedienza civile lanciato dalla Segreteria generale della rivoluzione siriana. Secondo alcuni abitanti e testimoni, le forze regolari hanno imposto un anello di sicurezza attorno alla capitale, chiudendo la maggior parte delle principali direttrici internazionali e molte strade secondarie che portano verso i sobborghi, vietando a chiunque l'entrata o l'uscita dalla citta'.




